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Recensione su La ragazza del lago

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5 luglio 2014

Il livello del cinema italiano è molto basso, ce ne rendiamo ormai conto tutti quanti e vedere un così raffinato giallo targato interamente Italia fa quasi gridare al miracolo…non sembra vero, ma ancora siamo capaci di tirar fuori cose pregiate(basti vedere anche “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino) dal nostro ormai logoro cilindro.
Il giovane ed esordiente regista Andrea Molaioli ha dato vita a un film davvero notevole, un film che ricorda per molti versi l’affascinante serie televisiva, “Twin Peaks” di David Lynch, coadiuvandosi anche dell’immensa bravura di Toni Servillo, a mio parere uno dei più bravi attori italiani dell’ultimo decennio.
Gli scenari montani dove è stato girato il film(un paese a me non noto del Friuli Venezia Giulia) sono di una bellezza e di una suggestività infinita(il lago è qualcosa di incantevole), così come la dolce e suggestiva colonna sonora, che cattura lo spettatore fotogramma dopo fotogramma.
Lo stile narrativo di Molaioli così freddo, così intenso, coadiuvato anche da una fotografia più che eccellente, fanno da cornice a una storia profondamente triste, una storia che tratta con estrema delicatezza di problemi familiari, di gravi malattie, di scontri generazionali senza mai scadere nel banale, nel melenso, nel melodrammatico, con un epilogo che, pur essendo troppo scarno e magari un po’ frettoloso, rende il tutto ancor più amaro e malinconico.
Ha fatto un ottimo lavoro questo giovane regista, il suo film è una ventata di aria fresca in quella che è ormai il moribondo panorama del cinema italiano.

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