2009

La principessa e il ranocchio

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La principessa e il ranocchio
La principessa e il ranocchio

New Orleans. Tiara ha un sogno: desidera aprire un ristorante, per coronare un'aspirazione paterna. Tutto sembra essere compromesso quando viene coinvolta in un rito voodoo insieme ad un principe farfallone.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Princess and the Frog
Attori principali: Anika Noni RoseBruno CamposKeith DavidMichael-Leon WooleyJennifer CodyJim Cummings, Peter Bartlett, Jenifer Lewis, Oprah Winfrey, Terrence Howard, John Goodman, Elizabeth Dampier, Breanna Brooks, Ritchie Montgomery, Don Hall, Paul Briggs, Jerry Kernion, Corey Burton, Michael Colyar, Emeril Lagasse, Kevin Michael Richardson, Randy Newman, Terence Blanchard
Regia: Ron Clements, John Musker
Sceneggiatura/Autore: Ron Clements, John Musker, Rob Edwards
Colonna sonora: Randy Newman
Produttore: Peter Del Vecho, John Lasseter, Aghi Koh
Produzione: Usa
Genere: Fantasy, Famiglia, Animazione, Musical
Durata: 97 minuti

vecchia scuola? no vecchissima / 30 Dicembre 2013 in La principessa e il ranocchio

si è ritornati ai primissimi standard disneyani, con la solita fiabetta da 2 soldi che viene trasformata in un film fatto puramente per soldi. Un film in cui le canzoni sono troppo frequenti e noiose, non ci sono personaggi significativi e la storia è banalissima e malsviluppata. Voto finale: 4 (voglio essere generoso solo perché mi è piaciuto quando è morto Ray la lucciola che parla al cielo, il più inutile personaggio della storia).

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27 Luglio 2013 in La principessa e il ranocchio

È un film carino, ok, e nessuno si aspetta che piaccia a un ventiduenne come potrebbe piacere a una bambina — anche se ehi, a me Tangled è piaciuto tanto!
Io però non ho tanto da ridire sulla storia, quanto:
a) Sull’animazione. Mi è sembrato un misto tra l’animazione tradizionale (quindi con disegni non necessariamente perfetti) e quella a computer (quindi con delle parti evidentemente fatte a computer), risultando nell’insieme un po’ sciatto. Mi viene in mente il primo film di Lilo & Stitch con quei disegni che sembravano quasi acquerelli e la delusione con la serie animata e i disegni ovviamente fatti al computer.
b) Sui personaggi di contorno. È come se il coccodrillo e la lucciola cercassero di essere adorabili a tutti i costi. A me il coccodrillo ha infastidito e basta, ma forse qui è davvero questione di età.
c) Sull’umorismo demenziale. Non ricordo con precisione le dinamiche di tutti i cartoni Disney, ma in questo film ci sono scenette più da Tom & Jerry o al massimo Topolino che da cartone-relativamente-serio. Il che comprende tre tizi che si prendono a mazzate in testa senza farsi davvero male, un breve flashback sul passato del coccodrillo che sapeva tanto di Griffin e il modo schizofrenico in cui si muove la bionda. Boh.
Però, ripeto, è un film carino e forse sono io che ci ragiono troppo. È valso comunque la pena vederlo per i mostri-spiriti-ombre, che sono visivamente fantastici.

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30 Marzo 2013 in La principessa e il ranocchio

Animazione sopraffina, colori strabilianti e musiche accattivanti.
Per il resto, quanta pochezza!
L’eroina afroamericana è uno specchio per le allodole: nessun conflitto o problematica legati al suo “status” di ragazza di colore nella Louisiana di inizio Novecento, benché sia chiaro che lei e la sua famiglia vivono in un sobborgo “dedicato”; il principe non ha tratti somatici afroamericani, è un qualsiasi principe Disney caucasico la cui pelle ha sfumature color caffellatte. Tutto qui il “coraggio” della major? Questi dettagli, legati alla folla di personaggi “simpatici” e al pasticciaccio narrativo (pretesti e sviluppi imbarazzanti), mi fanno pensare ad un’operazione esclusivamente commerciale, destinata ad un pubblico specifico (anche le bambine di colore, ora, hanno una principessa Disney). Forse, sono troppo severa, ma confesso di essere rimasta molto delusa dall’intero progetto.

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Ma anche otto e mezzo! / 7 Febbraio 2013 in La principessa e il ranocchio

Questo film d’animazione insegna che, spesso, perché i propri sogni si avverino, non basta la fede: bisogna rimboccarsi le maniche e costruirseli. E viceversa.

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