11 Recensioni su

La prima cosa bella

/ 20107.4380 voti

Virzì e le sue storielle / 5 Luglio 2018 in La prima cosa bella

Il classico compitino di Virzì, il regista più sopravvalutato del mondo, di cui ho apprezzato tanto solo Ferie d’agosto, che aveva una sceneggiatura brillante e spietata. Il solito filmetto ben recitato, “lieve e toccante”, ma alla fine niente di più. Restano le interpretazioni di Sergio Albelli, Mastandrea e Ramazzotti. Il resto sarà meraviglioso per gli idioti.

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La prima cosa meh / 26 Maggio 2017 in La prima cosa bella

Fin dai suoi primi film, Virzì ha impiantato il livornese in gente che con Livorno non c’azzecca niente e questo strano innesto ha funzionato pure, per un po’. Poi però si arriva il capolinea. Non si possono sentire Mastrandrea, la Ramazzotti e la Pandolfi con questo accento posticcio, specie se hanno accanto il simpatico Messeri che c’ha invece una parlata livornese tutta tonda e levigata.
Ma a parte questa faccenda di vernacolo, la storia mi è sembrata veramente stucchevole, una commedia famigliare con risvolti lacrimevoli un po’ da sceneggiato ospedaliero, con sottofondo musicale nazionalpopolare proprio “a modino”, recitata con ben poca ispirazione.

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27 Giugno 2013 in La prima cosa bella

Commedia italiana contemporanea fresca, amara, dolce, che non è solo conferma della cifra stilistica di Virzì, ma è (soprattutto) attestazione del fatto che la lezione del buon cinema dei maestri italiani del genere è stata assorbita dal regista livornese con raziocinio e sensibilità.
Ottimi interpreti, personaggi amabili, una sceneggiatura un po’ prevedibile ma che fila via come un treno in corsa.
E i Camaleonti che valgono diecimila Ayane.

Quando vidi la locandina del film in programmazione a NYC, provai un piccolo moto di amor cinematografico patrio.

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Poesia / 19 Maggio 2013 in La prima cosa bella

un film che e’ poesia pura … se non fosse perche’ e’ ambientato a Livorno avrei dato un 10. Stefania Sandrelli mitica e insuperabile.

23 Dicembre 2012 in La prima cosa bella

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

É sempre difficile dire qualcosa d’altro di Virzì. Oltre al fatto che è un genio perché si scopa la Ramazzotti, intendo. Assai sono stato contento di trovare un cinema che ancora lo proiettasse. É un cinema vecchissimo e stupendo, stretto stretto, con tantissime file, e sono tantissime perché ogni fila ha solo 7 poltroncine una accanto all’altra. Per cui è un cinema streeeeetto. E luuuungo. Sembra di stare in un autobus. O in aereo.
Anyway. Mastandrea perde il capello ma fa coi suoi personaggi loser sempre simpatia, ed è lui il filo iniziale da cui si dipana una storia corale che fa tanto, tantissimo commedia italiana alla maniera più classica, e fatta tanto bene. Davvero, sembra di esser tornati indietro di 40 anni (e coi la maggior parte dell’italica produzione di oggi è un bene eh), fa divertire, fa piangere, fa vogliamoci tutti bene. Il binario è doppio, oggi e anni fa, i bambini di ieri sono Mastandrea e la Pandolfi di oggi, alle prese con una madre verso fine corsa. Impressionante, è il primo film della mia vita in cui non ho odiato la Sandrelli, che prende il ruolo della madre da vecchia, mentre da giovane è quella gnugna (sì, gnugna U_U lessico specialistico) della suddetta Ramazzotti però di capelli nera. Che è una donna buona, bona e stupida, che si da a tutti e qualsiasi cosa accetta pur di tirare su i figli dopo aver abbandonato un padre violento. Ma da cui due colpi ogni tanto se li si fa dare volentieri. Perché lei è di tutti.
Tutti questi personaggi si fondono in processione nel matrimonio finale, tutto girato in un appartamento più stretto del mio cinema, incontro e addio di tutti con tutti ma ognuno dopo aver superato blocchi fisici/sociali/psicologici di qualche tipo, e tutto ciò grazie a mammà, la vera protagonista. La sua vitalità, da vecchia e da giovane, accentra comunque le attenzioni su di sé, nel bene e nel male, rendendola involontariamente, come dire, una macchina coi freni rotti lanciata già da una collina che finisce per terremotare le vite di tutti gli altri. Vi ho amato tanto, ci siamo divertiti, lacrimoni. Ciao.

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20 Ottobre 2012 in La prima cosa bella

Bravi, bravi tutti, in particolare la Sandrelli.
Sentimenti in primo piano.
Un film agrodolce, che non mi stanco mai di rivedere.

14 Agosto 2012 in La prima cosa bella

Che emozioni! Che lacrime! Che sofferenza! Che amore! L’ho appena terminato…adesso corro a leggere le varie recensioni!

7 Febbraio 2012 in La prima cosa bella

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

LA PRIMA COSA BELLA
Bruno, professore di liceo, è un uomo infelice nonostante abbia tutto. Quando la sorella Claudia lo avverte che la loro madre hanno ha un cancro allo stadio terminale, torna a Livorno per starle accanto.
Anna, la madre, è sempre stata una donna bella ed esuberante; il figlio ne ripercorre la vita dal 1971, anno in cui Anna vince il concorso estivo di Miss mamma…

Consiglio vivamente la visione di questo film, che a me è piaciuto moltissimo.
E’ un film sulla vita, sull’amore tra genitori e figli, sul difficile momento di dire addio a un genitore.
La protagonista Anna, interpretata da una solare e bravissima Micaela Ramazzotti,è certamente una donna inconsueta, anche per i scatenati anni ’70: bella, esuberante, con un entusiasmo e un amore per la vita davvero incontenibili.
Certamente non è un personaggio perfetto, alcune sue scelte di vita o di relazioni possono essere discutibili, tuttavia anche queste imperfezioni in fondo sono tutte dovute alla sua gioia di vivere e alla sua grande umanità. Il sentimento predominante in lei è l’amore per i due figli, per i quali fa davvero di tutto e con i quali ha un rapporto speciale e bellissimo(dolcissime le scene dove cantano tutti insieme). Purtroppo per le sue scelte di vita, quando i bambini crescono diventa una mamma un po’ ingombrante e questo influenzerà anche negativamente il suo rapporto con loro, soprattutto col figlio Bruno (interpretato da un bravo Mastrandrea), che da grande vive un grande disagio esistenziale che cerca di sedare con le droghe, ma da cui potrà riprendersi solo recuperando il rapporto con la madre morente e con le sue radici.
La scenda dell’addio alla mamma (interpretata da una Grande Stefania Sandrelli),è la più commovente del film, quella che allo stesso tempo trasmette dolore ma anche serenità e la certezza che la vita di Anna è stata vissuta appieno.
Forse un po’ stereotipato il personaggio della zia zitella acida, anche se alla fine vengono spiegate le motivazioni del suo comportamento, rendendo la sua figura più umana e vicina.
Notevole anche la fotografia che incornicia scorci di una Livorno da cartolina, e soprattutto la colonna sonora, che come si può capire dal titolo rimanda all’epoca d’oro degli anni ’70.
Consigliatissimo!

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Un momento delicato / 8 Maggio 2011 in La prima cosa bella

Ho visto questo film poche settimane dopo la scomparsa della figlia ventenne di una coppia di amici (potrei dire una nipote). E l’ho visto insieme a loro, per i quali la storia narrata da Virzì con estrema delicatezza e leggerezza ha rappresentato la conferma positiva della scelta di far trascorrere le ultime settimane di vita della figlia in casa, circondata 24 ore ale giorno dagli affetti più cari. Forse in altre circostanze avrei dato a questo film un semplice 7, ma i sentimenti che mi evoca – insieme alla passione profonda per Virzì, che considero il più autentico erede di Monicelli, e per Valerio Mastandrea – mi spingono a 9 stelline. Promosso.

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15 Aprile 2011 in La prima cosa bella

Paolo Virzì stavolta fa una commedia quasi più autobiografica e anche un pò malinconica che, rispetto alle precedenti, mi ha un pò deluso. La commedia si svolge a Livorno con il passato (la mamma e i due bambini) che si mescola col presente (la mamma ricoverata e i due fratelli che si ritrovano dopo un periodo). Valerio Mastandrea è depresso (prende farmaci x tirarsi su), insegna a Milano, scrive poesie (ma non ne va fiero) e torna malvolentieri a Livorno. La sorella Claudia Pandolfi è più stabile e “responsabile” sposata, con due figli già grandi. La malattia della mamma servirà per riavvicinarli e dare forse una svolta alle loro vite. Commedia un pò malinconica, a tratti divertente, a volte più seriosa; purtroppo sonoro non sempre perfetto (urla, strepiti, parlata dialettale un pò veloce) che complica la comprensione di qualche dialogo. Il comportamento di Anna da giovane si intuisce come pure le reazioni del marito ma non viene mai troppo approfondito (come neanche il disagio del figlio). Bella Micaela Ramazzotti (la mamma negli anni ’70) e brava Stefania Sandrelli (la mamma ad oggi); simpatico come quasi sempre Marco Messeri. Insomma una discreta commedia che però poteva offrire qualcosa in più. Il titolo del film si riferisce alla canzone che la mamma e i figli cantano insieme (e che segna un momento importante delle loro vite).

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Ecco la commedia italiana! / 30 Gennaio 2011 in La prima cosa bella

Virzì si candida a essere il vero erede della “commedia all’italiana”.
E’ una bella storia “lunga 40 anni” che arriva ai giorni nostri, raccontata con un tono leggero: ci si commuove e l’attimo dopo si ride, buoni sentimenti senza cadere in inutili sentimentalismi.
Troviamo tanti personaggi, anche psicologicamente articolati, interpreti azzeccati.
Credo il miglior film di Virzì.
Peccato non sia stato possibile vederlo candidato all’oscar.

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