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Recensione su La pelle che abito

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4 gennaio 2012

Sono ancora un pò indeciso…Per certi versi mi aspettavo un film di questo genere, per altri no.
Ci sono tutte le ossessioni di Almodovar, le allusioni per nulla velate al sesso, il tema centrale della figura femminile, solo in chiave molto grottesca, decisamente horror in qualche passaggio. E non per quel che si vede ma per ciò che viene descritto.
In un ambiente freddo, asettico come il laboratorio del dr. Banderas (di nuovo protagonista di un film di un certo calibro visto che negli ultimi tempi è stato decisamente sottotono) si mette in scena il delirio e la confusione sessuale di un uomo accecato dalla vendetta e quella sindrome che insorge tra il mostro creatore e la sua creatura, quell’amore-odio che Almodovar trasferisce nell’ossessione sessuale.
E’ un progetto interessante, un film che fa discutere, che mette tanta carne al fuoco ma che non delude completamente.

Nota a posteriori: il realismo di certe scene è quasi zero. Le operazioni chirurgiche che rasentano la perfezione eseguite in un laboratorio in cantina fanno un pò storcere il naso…Ma forse ad Almodovar non interessa neppure troppo.
Elena Anaya è davvero bella ma alla fine del film sarà difficile guardarla con gli stessi occhi…

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