Recensione su La notte che Evelyn uscì dalla tomba

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22 Febbraio 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film qualitativamente mediocre, una pellicola di una lentezza quasi sconvolgente, dalla sceneggiatura che definire confusionaria è un eufemismo, un film che mescola tra di loro vari generi in una sorta di minestrone senza sapore.
Devo dire che è questo film è anche piuttosto fuorviante, per una buona parte sembra che si tratti di un horror gotico con tutte le carte in regola(un castello misterioso, una morte altrettanto misteriosa, fantasmi che appaiono all’imbrunire, una cappella immersa in un bosco oscuro, strumenti di tortura nelle cripte), poi, all’improvviso, ecco trasformarsi in un classico giallo che, come soluzione finale, ha quella trita e ritrita dell’accaparramento di eredità, sminuendo così tutto quello che di buono e interessante si era fatto finora.
Per risollevare le sorti del film, il regista usa il classico espediente delle donnine nude, espediente che veniva spesso usato in film di tal genere, ma in questo caso il signor Miraglia fallisce miseramente, le nudità delle sue bellissime attrici appaiono vacue, buttate lì senza senso(ovviamente parlo per me che sono una donna, un uomo sicuramente apprezzerà di più), tanto per far felice lo spettatore(ovviamente di sesso maschile).
Alla fine, da horror gotico si trasforma in una sorta di film erotico di bassa lega e poi in un classico film giallo…peccato però che, alla fine, delle tre direzioni prese dal regista nessuna di loro sembra appropriata.
Insomma, per dirla in parole povere questo film fa piuttosto schifo, è noioso, confusionario, senza un minimo di pathos o di paura(e per un film che dovrebbe essere un horror in piena regola è una grandissima pecca), dove si notano i classici meccanismi senza senso dei gialli all’italiana, dove abbondano inutili nudità, dove le interpretazioni degli attori lasciano alquanto a desiderare, dove i dialoghi sono ripetitivi e banali.
L’unica nota positiva è data dalla fotografia, ispirata al grande maestro Mario Bava, il resto è tutto da dimenticare.

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