Recensione su La nona porta

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MANCINO / 31 gennaio 2017 in La nona porta

“In difesa del diavolo, va detto che abbiamo sentito una sola campana. Dio ha scritto tutti i libri.” (cit.)

il potenziale è quello del capolavoro ma il risultato è quello dell’occasione mancata. La storia è interessantissima, il cast è di ottimo livello, colonna sonora raffinatissima e la regia…che te lo dico a fare. Ma allora cosa c’è che non va? In realtà nulla, il film è godibile ma purtroppo ci sono numerose bucce di banana disseminate qua e là.

Per un oretta buona si viaggia su ottimi livelli. L’indagine si dipana tra misteri ed enigmi, i personaggi si rivelano a poco a poco, simbolismo ovunque e il male prende forma.
Il film perde colpi dalla scena di lotta sul canale in Francia, quando l’elemento “magico” entra in scena. Sarà l’effetto un po’ posticcio, sarà la piega che comporta questa rivelazione ma tutto il film perde un punto sul tabellone. Da qui in avanti avremo il terrore di assistere ad altri scivoloni inattesi.

Credo che Polanski abbia fatto il film che si era messo in testa di voler fare…esattamente come lo voleva fare. Di classe ma bruttarello, bruttarello ma sofisticato, sofisticato ma accessibile, accessibile ma per pochi.

Voto: 6,5

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