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Recensione su La migliore offerta

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4 gennaio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

SPOILER ABBESTIA!

Più di due ore di film assolutamente scorrevoli! Nonostante la trama giri intorno sempre agli stessi personaggi ed il ritmo sia spesso lento, non mi ha annoiata neanche un attimo né l’ho trovato pesante, cosa che è abbastanza difficile per me soprattutto stando seduta sulle scomodissime poltrone del cinema ma in questo caso ho subito piacevolmente la tortura.
Ci sono però in questo film delle cose riguardanti la trama che mi hanno lasciata un po’ perplessa:
Billy, fin dalla sua prima scena avevo sgamato che prima o poi si sarebbe vendicato. Altro che amicizia da anni e anni, la sua prima entrata sullo schermo faceva già intuire che al momento buono avrebbe cercato di distruggere Oldman, infatti durante tutto il film ho praticamente aspettato che ciò avvenisse.
I pezzi che Oldman trovava nella villa erano palesemente messi lì da lei e questo lo si capisce già dal primo pezzo che lui trova e lo porta da Robert dicendo che era strana la presenza di ruggine dalla parte dove non c’è umidità; era chiaro che quindi quei pezzi glieli faceva trovare qualcuno e quel qualcuno era per forza Claire, perciò il dubbio che fosse la trappola più classica del mondo era elevato e lo spettatore non può non pensarci.
Claire, tre cose riguardo a lei mi sono sembrate oltremodo strane: una tizia che vive in casa da dodici anni porta un velo di ombretto sugli occhi? Un patito dell’igiene come Oldman non si lascia per niente schifare dalla vista di una che cammina coi piedi scalzi e poi se li mette in bocca? (fa schifo persino a me che non ho la sua fobia) e l’agorafobia a quei livelli non passa da un giorno all’altro neanche con la forza dell’amore.
Robert, vabbè era chiaro come il sole che prima o poi lo avrebbe solato e lì è stato fatto un buon lavoro facendo credere che volesse rubare ad Oldman la sua amata, ok, ma quando per ben la seconda volta rifiuta i soldi che Oldman voleva dargli per aver aggiustato l’automa si capisce benissimo che la sòla era proprio lì.

Non so se l’intenzione del regista fosse proprio regalare indizi allo spettatore (fa tanto anche la musica che spesso regala un senso d’inquietudine in scene che non hanno motivo di esserlo) questo però pregiudica la reazione finale, quando si scopre il raggiro di cui è stato vittima Oldman. Infatti nel mio caso lo stupore c’è stato ma non era elevato in quanto già due ore prima avevo capito che Oldman si stava fidando di persone sbagliate e che quindi se la sarebbe presa nel didietro. Avrei invece preferito restare completamente all’oscuro, senza alcunissimo indizio così che alla fine mi sarebbe preso un colpo al cuore.

L’ho trovato comunque un ottimo film, piacevole da vedere ed emozionante. La scena finale è perfetta e l’ho amata così com’era: l’espressione di Rush, l’inquadratura che si allontana mostrando la sua solitudine e la musica rendono perfettamente l’idea del suo profondo dolore.

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