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Recensione su La migliore offerta

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24 gennaio 2013

La miglior offerta
Tornatore abbandona gli amati scenari della sua isola ambientando questo suo nuovo lavoro in una imprecisata città europea e , rivolgendosi all’affascinante mondo dell’antiquariato , ci racconta una storia densa di mistero che ruota attorno al personaggio principale di Virgil Oldman , un famoso banditore d’asta tanto ricco quanto maniacale e solitario , al quale fanno da contorno una strana ed intrigante cliente ed un giovane esperto di meccanica .
Il film parte bene e si sviluppa ancora meglio con una crescente carica emotiva per tutta la prima parte , cioè sino a che l’irruzione della giovane donna nella vita di Oldman rimane sul piano dell’ immaginazione e la sua presenza viene manifestata solo dalla voce .
Ma da quando lei gli si rivela la sottile magia della narrazione fin lì creatasi perde consistenza , si appiattisce , affievolendo così tutto il buono di quanto visto sino ad allora in un prevedibile finale .
Sicuramente molto migliore di “Baarìa” e di “La sconosciuta” (ma bastava poco…) e sorretto da un Geoffrey Rush in ottima forma , il film è vedibilissimo e si fa apprezzare , non fosse altro che per i bellissimi primi piani delle splendide tele inquadrate (addirittura mozzafiato la carrellata dei ritratti della stanza segreta che costituiscono il singolare ”hàrem” di Virgil) , ma da qui a parlare di capolavoro assoluto degno di un Oscar mi sembra ci passi un bel po’ .

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