Recensione su La migliore offerta

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20 gennaio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Dunque c’è questa storia che sembra ma alla fine clamorosamente non è. Questo battitore d’asta vecchiotto, Virgil salca**o,ha millemila guanti, è ricco come il culo, fa solo aste di altissimo livello, è solitario, ehm, di nuovo come il culo, e insieme a un suo amico che somiglia a babbo natale (ma che in realtà è Donald Sutherland) ha passato tutta la vita a collezionare opere d’arte che lui stesso batteva. Detto in parole povere è anche un ca**o di truffatore, ma molto altolocato. A un tratto una fantomatica Claire gli da il compito di vendere la sua villa, con tutto quel che ci sta dentro. Ma questa Claire non si vede mai. Goga e migoga, che forse è un termine un pelo dialettale, comunque, si capisce che questa Claire vive reclusa nella villa, oltre una porta celata dietro una parete affrescata, e soffre di agorafobia e odia tutti e non vuol vedere nessuno et cetera. Lui ovviamente piano piano si avvicina, e le due solitudini ovviamente si incontrano, fino a quando riesce a vederla, ovviamente è pure gnocca, ovviamente lei si innamora di lui, che gliel’appoggia (pensando “vecchio ma mica scemo”). Esce, lui è innamorato come un tonno, vanno a vivere insieme. Lui per tutto il tempo si è fatto aiutare da Jimmy “niceface” Sturgess, il quale impersona un rigattiere/aggiustatutto che nel frattempo lo aiutava a rimettere insieme dei pezzi di un automa (c’era anche in Hugo Cabret l’automa, beh, e in un sacco di altri posti, immagino). Il succo è che dopo tutto il film si scopre che tutto il vero era finto, e Virgil vede il suo nuovo mondo d’ammmore e d’arte crollare. E se lo meritava, perché alla fine era un ladro pure lui, e la storia d’amore era tutto un tranello, e hai passato tutta la vita a non fidarti di nessuno e alla fine ti sei fidato dell’unica vagina che ti ha fregato. Bravo! C’è di che divenir misogini. I personaggi sono inizialmente insopportabili, proprio perché scritti così nella sceneggiatura direi, I mean, lui con tutto il suo lusso dovrebbe morire, lei andrebbe presa a schiaffi ora-subito-adesso; meno male che Jimmy è simpa e si scopa tutte, e infatti farà saltare il banco. Alla fine si resta ammirati per il machiavellismo del piano, sad per il povero vecio che impazzisce, a me è restato impresso un non so che di non convincimento, Tornatore, questa me la segno. Tutto è troppo facile, sia nel farsi che nel disfacimento. E poi ca**o, non lo rimonti un automa a partire da 4 ingranaggi in croce che ti portano. Che guarda caso combaciano, maddai.
Non so che. So che speravo un filo di più.

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