Recensione su La maschera del demonio

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Gli incantesimi di Bava / 10 Marzo 2016 in La maschera del demonio

L’ululato del vento, la nebbia avvolgente, le volte di rami scheletrici che incorniciano una notte color inchiostro, cripte, cunicoli e ragnatele, carrozze nere e paludi spettrali. Come nel pentolone di una strega, più abbondano questi elementi più efficace sarà la pozione magica.
Lo spettatore rimane sotto incantesimo per tutto il tempo, nonostante risultino evidenti il risparmio in termini di budget e il livello mediocre di recitazione; gran parte del merito va alla regia di Bava che non lesina quanto a invenzioni, concretezza e dinamismo.
Uno stupendo movimento di macchina serpeggia sinuoso dalla principessa al pianoforte al fratello che pulisce il fucile, aggira la seggiola in broccato per andare a inquadrare il volto di Ivo Garrani pensoso davanti al fuoco.
E poi quale struggente malinconia nella scena in cui il giovane medico Andrej cerca di infondere coraggio alla sconsolata principessa Katia in un giardino decadente, sotto le note di un pianoforte in stile romance hollywoodiano.
Un bellissimo horror d’altri tempi, fiabesco e draculiano, dove le tinte forti per cui questo regista si rese in seguito famoso sono ancora nel bozzolo

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