Recensione su La mafia uccide solo d'estate

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“A Palermo ammazzano tanta gente. Uno più, uno meno…” / 10 Dicembre 2013 in La mafia uccide solo d'estate

Sull’onda stilistica del celebre show “Il Testimone”, il noto conduttore di Mtv, ex Iena ed ex aiuto regista di gente del calibro di Marco Tullio Giordana , ha dato vita alla sua prima opera cinematografica, trattando uno dei temi più scottanti e delicati d’Italia. La mafia.

Allora forse è vero che gli stage servono, dato che non avrei più sperato in un (nuovo) cinema Made in Italy tanto valido.
Eppure Pif è riuscito a trasformare intere pagine di storia in un film tutto italiano.
Una commedia brillante e sarcastica, che fonde l’ingenuità infantile con i terribili bollettini di guerra della mafia che, tra gli anni ’70 e ’90, ha sterminato tutto lo sterminabile.

Tra finzione e realtà, in un continuo altalenarsi di registri comici e drammatici, l’amore di Arturo per Flora verrà continuamente influenzato dall’atrocità delle cronache mafiose che hanno piegato Palermo e l’Italia. L’Italia dei Governi Andreotti.

Si ride e si piange in La mafia uccide solo d’estate, un film intelligente e riuscito, grazie anche all’aggiunta di filmati “reali” che non mancheranno di evocare nuovamente la paura e lo sconforto di quel tempo.
Quando la gente saltava per aria come petardi.

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