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Recensione su La legge del mercato

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la crisi cancella il cuore / 4 novembre 2015 in La legge del mercato

Dopo il film dei Dardenne che parlano della crisi da un ottica femminile, ecco l’ottica maschile. Più che una storia vera e propria il film è una successione di episodi, e il lato assurdo viene messo in evidenza già dall’inizio quando il protagonista forte di un corso di specializzazione si vede rifiutare un posto di lavoro.
Nonostante cerchi di vivere normalmente e senza cedere alla depressione farà fatica a resistere alle mutate esigenze del mercato dove il fattore umano non conta più nulla.
Da un certo punto di vista documentaristico, per la scansione a episodi, da un altro punto di vista crudele, per la gestione del personale delle aziende basata su altri fattori che non siano la persona stessa e la generale mancanza di comprensione e empatia con le altre vittime della crisi. Il finale aperto lascia poi un senso di amarezza ma non di sconfitta.
Bravo il protagonista Lindon che durante tutto il film sembra “estraneo” a tutto quanto gli capita intorno mentre è forse solo “rassegnato” anche se ha mantenuto una certa forza e dignità. Reclama i suoi diritti e non si lascia prendere dallo sconforto quando non li ottiene senza scene madri del grande attore ma con la giusta misura dell’uomo comune.

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