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Recensione su La La Land

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Un film che trasuda passione e inventiva / 10 marzo 2017 in La La Land

Era dai tempi di Titanic che non si vedeva un consenso così unanime, coinvolgente, trascinante per una pellicola. Damien Chazelle forse non eguaglia o supera la precisione tecnica di quella meraviglia quale è Whiplash, ma va ben oltre, mostrando estro, padronanza del mezzo, unito ad una cultura ed enorme passione per la settima arte che fanno di La La Land un film visionario, coraggioso e fantasioso come non se ne vedeva da tempo. La pellicola riesce a comunicare tutta quella passione e amore verso un’arte e un tipo di cinema che ormai appartiene al passato, riportando in auge un genere come il musical, attingendo dal cinema degli anni d’oro, senza però fermarsi al sentimento della nostalgia, ma rimanendo ben ancorato alla realtà contemporanea, con un mix perfetto di musiche – meravigliose – e una coppia che funziona sin dalle prime scene. La chimica tra Gosling e Stone è unica, vera, al punto da non avere nulla da invidiare a quella dei mitici Roger e Astaire, o Kelly e Reynolds. I due attori sembrano davvero due divi, che si scontrano, incontrano e si amano in questa magica, sognante e colorata “City of Stars”, cantata con tale trasporto da farti venir voglio di ballare e cantare insieme a loro.
Citando i grandi musical che hanno fatto la storia del cinema, da Cantando sotto la pioggia a Moulin Rouge, Chazelle riesce, con virtuosismi registici mirabolanti e precisissimi, a raccontare una storia convenzionale eppure estremamente innovativa, senza perdere quel tocco autoriale che si sente fin dalla ormai mitica sequenza di apertura. L’unica pecca potrebbe essere solo una. Tutto questo amore nel fare un film, a cui si vede tiene moltissimo, potrebbe avegli fatto perdere un po’ le redini nella seconda parte, dove il regista sembra si sia lasciato trascinare troppo dall’entusiasmo. Dall’altra parte, però, la stessa passione e inventiva è anche la grande forza di La La Land, che riesce ad arrivare dritto allo spettatore, che esce dalla sala sognante e con un pizzico di malinconia, ma entusiasta da tanta bellezza.
Il finale, velato di romantica tristezza, ricorda proprio quello di Cameron in Titanic, evitando in maniera furba il cliché del lieto fine che vorrebbe il cinema di genere, e allo stesso tempo, riprendendo e continuando con coerenza il discorso già iniziato con Whiplash.
La La Land è dunque un film pieno di ottimismo, un inno e tributo ai folli sognatori, che però mantiene comunque i piedi per terra: sogno e realtà si fondono magistralmente in una pellicola che trasuda passione e inventiva.

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