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Recensione su La grande guerra

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La Grande Guerra / 5 gennaio 2013 in La grande guerra

Mario Monicelli può essere considerato uno dei padri della commedia all’Italiana. I primi film che vidi del regista sono stati “Un borghese piccolo piccolo”, Il “Marchese del Grillo”, “La grande Guerra”. Tutti e tre hanno in comune la presenza di Alberto Sordi, un attore che ho amato moltissimo.
Non sono gli unici che ha fatto, vorrei ricordare “I soliti ignoti, Amici miei I e II (completi nell’album dove consiglio i film), Vogliamo i colonnelli e l’Armata Brancaleone.

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-Oreste (A.Sordi)

Una pellicola che vi voglio suggerire è “La grande guerra”, film importante poiché uno dei migliori contributi del cinema italiano allo studio del primo conflitto mondiale.
Vede come protagonisti proprio Alberto Sordi e Vittorio Gassman, altro attore con le palle cubiche.
La loro interpretazione mi colpì moltissimo.
Premetto dicendo che il film non è una commedia o meglio non è solo una commedia. Infatti va da un estremo all’altro ovvero ha come tema la guerra.
Un tema doloroso, tragico, pesante, complesso che vede tratti comici qua e là. La vita in trincea non era comica né comoda. I soldati, a causa delle bombe, soffrivano di traumi che li impossibilitavano a combattere (vi consiglio “Orizzonti di gloria”), le nuove armi erano devastanti.
Ma l’abilità di Monicelli è non lo porta a focalizzarsi solo su questo tema, anzi, i toni drammatici si uniscono ad un racconto fluido che tocca il comico. Un comico particolare, diverso dalla classica commedia.
La vado ad analizzare velocemente senza spoilerarvi nulla, tranquilli :D.
GUERRA, significa chiamata alle armi per molti giovani del nord e del sud. Nessuno escluso o forse qualcuno si. E’ in questo momento che stringono un legame i nostri due protagonisti. Legame segnato dalla mancanza di valore e di ideali e dalla semplice voglia di tornare sani e salvi a casa. Stiamo parlando di Oreste Jacovacci (Sordi) e Giovanni Busacca (Gassman). Romano l’uno, Milanese l’altro. All’inizio non si possono vedere e il motivo è facile da capirei, si conoscono durante la chiamata alle armi e Oreste in quell’occasione promette a Giovanni di farlo riformare in cambio di denaro. Lo inganna, che simpatico burlone.
Purtroppo, se sputi in aria la forza di gravità si diverte.
Succede che i due si rincontrano sul treno per il fronte. Vogliono tornare a casa sani e salvi ma il Fato non è stato proprio buono con loro.
I due scansafatiche, in seguito alla Disfatta di Caporetto, vengono comandati come staffette portaordini. Non solo, ci si mettono pure gli Austriaci. Vengono catturati.
Il film non si conclude con la loro cattura, negli ultimi minuti vediamo come un soldato qualunque, un tipo senza vocazione alcuna, un povero diavolo qualsiasi che viene trasportato dagli eventi trova l’energia mai avuta e…

Mai la parola capolavoro è stata usata in modo più appropriato.
DonMax

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