Recensione su La grande bellezza

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“E’ soltanto un trucco” / 24 Maggio 2013 in La grande bellezza

Esordire sostenendo che questo film , a distanza di oltre mezzo secolo , si propone di ricreare l’atmosfera surreale e per quei tempi dissacrante della vita notturna romana immortalata ne “La dolce vita” non è certo originale perché è stato detto e ridetto da molti altri .
Ma Sorrentino non è Fellini ed allora l’operazione finale ne esce solo parzialmente riuscita e basta poco per farci rendere conto che la magia di “quelle” notti felliniane qui è soffocata dal cattivo gusto (voluto ) e dalla cacofonica musica delle feste (terribile quella del compleanno di Jep ) cosicché i personaggi vi si muovono per lo più come caricature , figure fasulle e grottesche che annaspano in uno scenario finto , del tutto irreale .
Ma la “bellezza” io l’ho trovata nello splendido coro a cappella di voci femminili di una delle scene iniziali , nelle belle inquadrature di una Roma sempre incantevole a dispetto dell’ ingiurioso degrado che si continua ad infliggerle , nel turbamento del giovanissimo Jep per la visione del seno (non mostrato) delle sua prima fidanzatina , ma anche in altri momenti di un film che verrà probabilmente molto criticato (intanto è troppo ed inutilmente lungo ) ma che a me non è dispiaciuto .
In un ampio cast nel quale hanno trovato spazio in molti , compreso Lillo (senza Greg) , una debordante e quasi irriconoscibile Serena Grandi , e persino Fanny Ardant e Antonello Venditti in una fugace apparizione come se stessi , oltre al “solito” sontuoso Servillo mi è piaciuto il frustrato e malinconico Romano , uno dei pochi personaggi positivi del film , interpretato da un insolito Verdone , quello altrettanto convincente della Ferilli, mentre mi è parso un po’ troppo sopra le righe e al limite del caricaturale quello del cardinale interpretato dal comunque sempre bravo Herlitzka .
Insomma , sufficienza piena ma niente di più .

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