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Recensione su La grande bellezza

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5 marzo 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Purtroppo noi italiani siamo fatti così, quando ci troviamo davanti alle cose belle non riusciamo ad apprezzarle, ci uniamo per trovargli ogni minimo difetto, ogni piccola pecca, ci uniamo per smontarle, per farle a pezzi…ma d’altronde cosa ci si poteva aspettare? Noi siamo coloro che ingrossano il portafoglio a Checco Zalone, ai fratelli Vanzina, noi siamo i cultori dei tronisti di Maria De Filippi, de “Il Grande fratello”, di “Amici”, come potremmo mai capire e apprezzare appieno un film di Fellini, di Pasolini o come “La Grande Bellezza”? No, quello si chiama cazz**e, come mi sento dire ormai da diversi giorni, quello si chiama una schifezza, quello non è cinema…sia ben chiaro, il mio non vuole essere un tentativo di fare la spocchiosa o la snob(nemmeno me lo posso permettere, figuriamoci…), è solo un dato di fatto…e lo dico con amarezza, con profonda amarezza…
E’ un film non per tutti. E non sono spocchiosa e snob nemmeno questa volta, sono solo sincera…perché è così, non tutti sanno apprezzare la bellezza di certe cose, non tutti sono dotati di quella profondità d’animo che dà loro la capacità di andare oltre la superficie…purtroppo è così, è un dato di fatto e mi dispiace constatarlo sempre di più ogni giorno che passa…
“La grande bellezza” è un capolavoro, è un capolavoro visivo, che ti cattura fin dal primo fotogramma, è un film che necessita di attenzione, di comprensione e non di superficialità e pressapochismo, è un film complesso, molto complesso, onirico, surreale, dove tutto è una continua antitesi, una continua opposizione tra decadenza e bellezza, fra squallore e spiritualità.
E’ un gioco di metafore, di allegorie che piano piano si sviluppano dando un senso al film…non c’è una trama lineare come di solito siamo abituati a vedere, è tutta una rappresentazione di uno stato d’animo, è una continua ricerca di atmosfere, di paesaggi, di immagini, di personaggi tanto cari a quei due grandissimi registi da me sopra citati, è un film che punta tutto sulle sensazioni visive, sulle emozioni dell’anima…si deve capire, non c’è niente da fare, non va guardato con superficialità, assolutamente…
La bellezza di Roma, la sua immensa magnificenza(forse noi italiani siamo troppo abituati alla sua bellezza che ormai non ce ne rendiamo più conto, non gli diamo più alcun peso e anche questo per me è un male…) che traspare da ogni vicolo, da ogni piazza, da ogni terrazza, da ogni monumento, una bellezza che fa da contrasto allo squallore di certi personaggi che vivono la loro squallida vita fatta solo di ricchezza, di superficialità, di noia, di continua ricerca del possesso, del denaro…ecco così che ci troviamo davanti l’amica che ostenta cultura e profonda intellettualità e viene smascherata davanti a tutti, ecco che ci troviamo davanti il cardinale che ambisce a diventare Papa solo perché interessato ai privilegi di quella carica, ecco che ci troviamo davanti l’arrivista senza talento che dà la colpa del suo fallimento al suo manager…tutti personaggi reali nei quali si rispecchiano i difetti di questa nostra società vuota, menefreghista e individualistica.
C’è solo un modo per salvarsi da tutto questo, riappropriarsi del proprio essere sé stessi, delle proprie origini, della propria spiritualità, rappresentata dalla santa che alla fine si riprende la propria interiorità.
E’ un film filosofico, un perfetto connubio tra neorealismo e surrealismo, un unione perfetta tra Fedrico Fellini e Luis Bunuel, un film a primo impatto incomprensibile per molti, ma comprensibile per coloro che sanno andare oltre le apparenze, per coloro che hanno il potere di andare oltre la superficialità delle cose.
Un film di una bellezza unica e rara, che ti colpisce nel profondo…peccato però che per un popolo troppo legato ai vari Muccino, Vanzina e compagnia cantante, per un popolo troppo abituato a un certo tipo di cinema tutto questo sia solo letame, sia solo noia, sia solo una cazz**e, sia solo me**a…peccato, davvero…
Forse è troppo per noi, così come lo erano Fellini e Pasolini…forse ce la meritiamo davvero questa lenta e inesorabile caduta del cinema italiano…

7 commenti

  1. hartman / 5 marzo 2014

    Non sono d’accordo solo sul fatto che sia un capolavoro. Per me manca qualcosina per esserlo… Ad ogni modo, recensione davvero molto bella e sentita!

  2. matteop / 5 marzo 2014

    Bellissima recensione.

  3. Amestista / 6 marzo 2014

    Vi ringrazio di cuore…l’ho scritta di getto, dopo aver terminato la visione del film…forse avrò un po’ esagerato, ma è ciò che sento dentro…
    Grazie per aver letto e apprezzato. 🙂

  4. alex10 / 6 marzo 2014

    L’ho sempre detto che l’Italia è un paese che non valorizza mai nulla ! Complimenti @la-fata-delle-tenebre ho letto solo ora la tua recensione, bellissima !! 🙂
    Alla fine il fatto che il cinema cade denota proprio il paese che cade, una volta il cinema era un pilastro della società.

  5. Bisturi / 7 marzo 2014

    Da quando hanno trasmesso in Tv, sulla “gloriosa” rete ammiralgia Mediaset, sono diventati tutti critici, filosofi e letterati della settima arte. Tutti pronti con la loro, in molti casi discutibile, opinione in tasca, tutti pronti a sventolarla con orgoglio, convinti di dire qualcosa di sensato. C’è stato un vero massacro dopo che questo bel film nostrano si è aggiudicato il fott*to Oscar e dopo il Prime Time di Canale 5, una violenza di opinioni e di idee alquanto bizzarra. In pochi, pochissimi, hanno capito il film, in tanti si sono basati sul titolo e questo mostra quanto l’attuale livello culturale dell’Italia sia superficiale e dettato dal pensiero soggettivo. Hanno aspettato di vedere “La Grande Bellezza” in Tv, con tutti i contro del mezzo, martoriato dalla pubblcità e, probabilmente, dall’abbioco post cena. Ma d’altra parte succede questo quando il bel cinema viene dato in pasto a chiunque. Siamo alla rovina. Molti si sono auto definiti, per giustificare la loro incapacità di apprezzare il film, ignoranti, altri hanno tirato in ballo Fellini e quindi bollato il film come una copia del grande Maestro. IO dico che non è ignoranza, è solo un fatto di sensibilità, ci vuole sensibilità per apprezzare film del genere che annientano, raccontandola, la vuotezza, mantre riguardo a Fellini dico che se anche lui, grande regista, facesse film nel contesto attuale verrebbe non capito, criticato e giudicato frettolsamente come lento e inconcludente. Ma certo, col senno di poi tutti culturi del bello e tutti estimatori dei capolavori. Le reazioni della massa a questo film mi hanno fatto capire, sul serio, quanto il fim stesso racconti una realtà attendibile. Bravo Sorrentino. E bella recensione @la-fata-delle-tenebre

    • alex10 / 7 marzo 2014

      @rodriguez86 io pensavo che l’oscar avrebbe potuto dare una socss aal paese, al cinema, pensavo fosse costruttivo. Ora, mi rendo conto, che ha solo risvegliato gli animi di un’Italia silenziosa e morta, sarebbe stato meglio se fosse rimasta silenziosa anche in ambito artistico, specie se sono questi i risultati e le reazioni.
      Complimenti a te, che il film l’avevi valutato e difeso assai tempo prima dell’oscar. 😉

    • hartman / 7 marzo 2014

      @rodriguez86, tutto vero… Soprattutto quella del giudizio basato sul titolo è una gran verità, in piena continuità con San Remo e in generale in un periodo in cui si abusa del termine Bellezza con fin troppa leggerezza…

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