2010
8 Recensioni su

La fine è il mio inizio

/ 20106.747 voti
La fine è il mio inizio

Storia di una morte annunciata / 14 Marzo 2013 in La fine è il mio inizio

Gli ultimi giorni di Tiziano Terzani insieme al figlio Folco il quale registra il suo testamento vocale.
Doveva essere un film di sentimenti, di vicinanza, di passione, di emozioni…
Niente di tutto questo.
Sono molto deluso da questo epitaffio in quanto è molto noioso perché reso tale.
Non riesce mai a colpirti nei sentimenti. Quasi come se fosse un santone, il protagonista ricorda il suo passato ma con tanta superficialità e mai con passione che non arriva nulla a che vede.
E poi è recitato e doppiato male e vedere Elio Giordano che fa il toscano proprio non si può sentire… Pessimo!!!
Unica nota positiva è quando vanno sulla montagna. Un vero spettacolo…
Bocciato.
Ad maiora!

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13 Gennaio 2013 in La fine è il mio inizio

Gli ultimi giorni di Tiziano Terzani e il suo lascito filosofico per un film nel complesso debole e faticoso. Riuscito a metà.

14 Agosto 2012 in La fine è il mio inizio

Che sonno! Grandi messaggi lancia Tiziano Terzani ma questo film li disperde nella noia…Tanto che a tenermi sveglia è stato solo il fascino di Elio Germano…

Noia! / 11 Gennaio 2012 in La fine è il mio inizio

Io che amo Terzani ho trovato il film di una noia mortale, incapace di strapparmi una qualche tenera emozione, un qualche sospiro…il nulla…per non parlare di quel povero di Elio Germano, davvero sprecato in quel ruolo…immagino che anche lui di tanto in tanto avrà sonnecchiato sognando di giungere all’azione.

sufficiente / 17 Dicembre 2011 in La fine è il mio inizio

…ho preferito di gran lunga il libro…

Leggete il libro .. molto meglio / 23 Settembre 2011 in La fine è il mio inizio

Raggiunge la sufficienza solo per gli attori e per il ricordo del libro.
Davvero noioso

“Io voglio morire ridendo e se tutto sarà più difficile allora la risata sarà più corta.” / 27 Aprile 2011 in La fine è il mio inizio

La mia profonda ammirazione per Tiziano Terzani sbocciò immediatamente dopo aver letto “Un indovino mi disse “ e da allora non è mai venuta meno . Mi sono avvicinato a questo film con titubanza poiché temevo che la trasposizione cinematografica dell’ultimo suo libro , nel quale ha ripercorso le tappe più salienti della sua vita sino all’ultima battaglia per lasciare al figlio Folco un vero e proprio testamento spirituale , non riuscisse a trasmettere le stesse emozioni che io ho provato durante la lettura . Insomma, temevo il rischio che si cadesse nel didascalismo e nella mitizzazione del personaggio , mistificandone quindi la vera essenza .
Ma grazie ad un regia attenta , ad una struggente fotografia e ad un’eccellente interpretazione dell’ottimo Bruno Ganz, a dispetto di un doppiaggio in un improbabile toscano che personalmente ho giudicato infelice , il film mantiene invece un giusto equilibrio emotivo rendendo con pacatezza e con dosata intensità la lucida e serena sofferenza degli ultimi giorni terreni del compianto giornalista scrittore , grande nella vita come nella morte.
Consiglio il film , ma soprattutto il libro.

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Un padre e un figlio / 14 Aprile 2011 in La fine è il mio inizio

Mi sono commossa molto guardando questo film e non conosco l’opera intellettuale di Tiziano Terzani, ma credo che il regista mi abbia comunicato tutta la sua passione per la vita, e al figlio dice di voler realizzare come “una sorta di diario, di un desiderio di continuazione, di qualcuno che fa la tua stessa strada o che continui quei valori in cui tu stesso hai creduto…ci vuole coraggio di essere quello che tu vuoi”
questo è un brano del film che ho cercato di fermare, insieme a tanti altri momenti di dialogo intensi, tra un padre che dice di aver vissuto in pienezza la sua vita e che “la morte è l’unica cosa nuova che mi può capitare”, e un figlio che riceve questa eredità spirituale, nonostante il loro rapporto sia a volte anche conflittuale, quasi per metterlo alla prova e farlo crescere. Ne consiglio sicuramente la visione, magari non tutta d’un fiato, ma lasciando in mezzo del tempo, per riflettere e per ritornare ad amare il ‘mondo’ che ci riguarda da vicino.

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