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Recensione su La doppia vita di Veronica

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Hipster-movie, con gnocca / 13 dicembre 2015 in La doppia vita di Veronica

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Due vite che dir parallele è riduttivo. Weronika è giovane e figa, un po’ lasciva, e canta e va a Cracovia e canta ancora ed è proprio brava. Va perché “sente di non essere sola”. La Polonia è fatta di temporali, esibizionisti che mostrano il pene e pozzanghere. Vecchine con la sporta della spesa. Ha un fidanzato, poi un malore, ma canta lo stesso, altro malore e bam, morta. Su una piazza della città aveva fatto in tempo a incrociare, e a rimanere impressa nella foto di, una turista, l’altra, la sua connessione, Veronique. Veronique è giovane e figa (c’est pourquoi, è la stessa attrice che di vita e gioventù riempie lo schermo), perde sempre la sciarpa dappertutto, francese. Quando Weronika muore si accorge che sì, prima no ma ora è sola. Canta, ma ha un problema al cuore, che scopre, e smette. Insegna musica, si innamora di un marionettista autore di fiabe. Veramente creepy, il tipo, le telefona a casa di notte sospirando. Come reagireste voi? Bam, secca innamorata. Intanto passa una vecchina con la sporta della spesa. Lui la corteggia spedendole lacci e indizi e cassette. Si incontrano tramite cassetta in un bar, si amano davvero e non solo fermo posta. Lui guardando le foto le mostra il suo doppio nella foto di Cracovia e costruisce due marionette con le sue sembianze, inizia a scrivere un libro, parla di due ragazze che sono uguali e connesse anche se vivono distanti. Il film di Cristoforo (il polacco usa dei caratteri assurdi!) successivo al Decalogo riprende pezzi e temi e sentimenti e attori sparpagliati qua e là. Ed è sconfortante, con l’abitudine al cinema che oggi si vede al cinema, notare quanto di regia ci fosse di più in film di 20 anni fa rispetto a quel che c’è oggi :/ o no? Siam tornati indietro? Era troppo top lui? Vabbè, Kieslowsky, tenendosi con cura ben distante dal voler essere chiaro, dissemina il film di tracce e indizi, pezzi da ricomporre. E poi filtri e immagini distorte, attraverso vetri, occhi, diaframmi, prismi, riflessi e luci (<– sì, erano parole a caso), con una cura appassionata del dettaglio che compone l’insieme, in scene ricolme dove tutto è importante e non casuale. Non c’è una spiegazione per il filo che unisce le due Veroniche, l’inspiegabile accade nelle pieghe della quotidianità (sì e poi? Shit happens?), Veronica è una e due vite che si dispiegano, spesso corrispondono, soffrono-amano-avoltemuoiono e aggiungerei bla.

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