8 Recensioni su

La donna che visse due volte

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Wow! / 24 Maggio 2020 in La donna che visse due volte

Finalmente l’ho visto per bene e…. che genio Hitchcock!!

Ingiustamente criticato. / 1 Ottobre 2016 in La donna che visse due volte

Che cosa dire? Prendendo spunto da un romanzo di Norcejar, Hitchcock realizza il suo ennesimo capolavoro, un film perfetto sotto ogni punto di vista, dove il tema del doppio è trattato ottimamente, tra realtà e onirismo, un film stilisticamente meraviglioso, ricercato nella fotografia(molto forte la contrapposizione tra una San Francisco splendente e l’oscurità che avvolge il convento spagnolo) e interpretato in modo sublime(sia James Stewart che Kim Novak riescono a trasmettere tutta la passione e l’abilità interpretativa che un attore dovrebbe possedere). Il finale poi è ancora una volta spiazzante(non so proprio decidere quale sia il migliore tra questo e quello di Psycho).
Un film che la critica distrusse ingiustamente a suo tempo, salvo poi rivalutarlo tanti anni dopo.

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Gli ingranaggi della perfezione / 28 Giugno 2016 in La donna che visse due volte

Dal graphic design di Bass alla teoria hitchcockiana sulla suspense, dalla straordinaria musica di Herrmann alla sgargiante fotografia di Burks, dalla cool blonde Novak all’eroe nazionalpopolare Stewart… Tutto racconta di un capolavoro del cinema, un noir dove tutti gli ingranaggi girano a meraviglia.
Una piccola analisi del fim, ricca di gustosi spoileroni, qui:
http://unvisionario.blogspot.it/2016/06/la-donna-che-visse-due-volte-1958-di.html

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29 Marzo 2015 in La donna che visse due volte

Ho un evidente problema con il romanticismo anni ’50, già “Intrigo internazionale” me lo dimostrò. Resta ferma una bella sceneggiatura e il colpo di genio di esplicare allo spettatore (e non al protagonista) le retrodinamiche prima del gran finale.

14 Settembre 2014 in La donna che visse due volte

Recuperato nella splendida edizione su bluray che propone il film totalmente restaurato, con colori e colonna sonora di livello superlativo. Onestamente credo sia impossibile trovare anche solo un difetto in questo che è probabilmente il vertice assoluto della carriera di Hitchcock, nonchè uno dei film più importanti e belli di sempre.

6 Luglio 2013 in La donna che visse due volte

Un genio assoluto!!

C’è ancora un’ultima cosa che devo fare, e poi sarò libero dal passato. / 7 Giugno 2012 in La donna che visse due volte

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La donna che visse due volte (Vertigo) è un film del 1958 diretto da Alfred Hitchcock.

Tutto il lavoro di Hitchcok dagli anni 40 in poi ruota introno alla dialettica arte vita, che vede in primo piano il suo rapporto conflittuale con le donne. Tutte le donne di Hitchcock celano dietro un’apparente freddezza un’esuberanza vulcanica, ed è proprio per questa esuberanza che vengono punite. Emerge una dialettica trasgressione e punizione molto importante per tutto il lavoro del regista.
Alla base di questo film si trova una forte Ossessione Romantica, nella quale i personaggi sono impegnati ad amarsi e non trovano nemmeno il tempo per lavorare. Solo Midge lavorerà, disegnando linee per intimo femminile, che durante il film scopriremo essere non corrisposta in amore proprio come lo era Hitchcok nella vita. Durante la seconda parte del film siamo immersi in un ozio totale del protagonista Scottie.

Questa ossessione sessuale che c’è di fondo al lavoro di Hitchcock è causata sia dall’educazione fortemente religiosa avuta fin da bambino, sia dal rapporto irrisolto con la madre, infatti tutte le madri dei film di Hitchcock, da Notorius a Marnie, sono delle madri opprimenti.
Hitchcock si colloca in una posizione di superiorità rispetto alle sue attrici, che sceglie sempre tutte bionde, suo canone di bellezza preferito, con le quali lavorando, demolisce la loro figura, mette in atto una trasformazione della donna in modo tale da farle assumere una seconda identità; le attrici nelle sue mani mutavano aspetto, e questo tema del doppio lo troviamo poi in molte protagoniste dei suoi film, a partire appunto da Vertigo.

Altro tema chiave del film, è quello della vertigine. Per quanto ne sappiamo è Madeline quella che ha bisogno di cure, ma man mano che il film va avanti scopriamo che invece è Scottie che ne ha bisogno. E’ lui ad essere dissociato tra sogno e realtà, a tal punto che nella seconda parte del film cercherà di rimodellare il reale fornendogli i tratti del proprio sogno (cambiamento di Judy in Madeline).
Il senso di vertigine, già presente fin dai titoli di testa, è creato abilmente dal regista con un attentissimo movimento di macchina chiamato carrello-zoom: consiste nello zoomare in avanti, e nello stesso tempo muovere la macchina da presa all’indietro con l’uso di un carrello. Questo movimento crea un senso di vertigine (ve vediamo già all’inizio del film quando Scottie sul tetto guarda giù) che altera le linee prospettiche del reale. Questo movimento di avvicinamento e di repulsione è poi lo stesso che ritroviamo sempre nel rapporto tra Hitchcock e le donne.

IL FLASHBACK INCRIMINATO:
Del romanzo da cui è tratto il film, Hitchcock tiene solo la struttura narrativa spostando poi l’ambientazione da Parigi a San Francisco, e introducendo il flashback incriminato ad ancora mezzora dalla fine del film andando contro al volere della produzione.
Questo Flashback rivela allo spettatore, prima della fine del film, l’omicidio della vera Madleine, obbligando il pubblico a sapere una cosa in più che Scottie non sa. Il Flashback avviene subito dopo che Scottie, uscito dalla clinica incontra la commessa Judy che subito gli ricorda la donna amata Madleine. Judy, sola nella sua stanza, pensa a cosa fare, ed è qui che ripercorre tutto l’accaduto. La condivisione di questo sapere rende il rapporto tra lo spettatore e Judy estremamente patetico.
E’ proprio il flashback che trasforma il mystery in un melodramma.
Judy non interessa a Scottie perchè egli non è innamorato di una donna ma dell’ideale di una donna. Le due donne protagoniste del film sono la stessa persona ma profondamente diverse e Hitchcock insisterà molto su questa diversità.

BACIO SUBLIME DEL FANTASMA:
Scottie una volta trovata Judy decide di compiere quel cambiamento sulla donna che compie il regista con le sue attrici: cerca di rivestirla, facendole indossare le vesti di Madeline. La sta vestendo ma realmente la sta spogliando, rivelandone la vera identità. In questo momento siamo nella stanza di Judy che assume un’atmosfera onirica a causa della luce verde di un’insegna che entra dalla finestra; quando la donna esce dal bagno è avvolta da una sorta di immaterialità che la porta ad essere simile ad un fantasma, quello di Madeline.
In questo momento avviene il bacio anch’esso rappresentato attraverso un duplice movimento: la macchina da presa ruota da sinistra a destra mentre la scenografia, girevole, ruota da destra a sinistra, creando anche in questo caso l’effetto vertigine.

Nel momento in cui i due stanno per uscire, Judy chiede a Scottie di allacciarle una collana: in questo momento Scottie riconosce la collana di Madeline (appartenuta alla sua ava Carlotta) e capisce tutto, avviene il riconoscimento finale tipico del melodramma.

TRAGICO FINALE:
Sul campanile Scottie ha davanti due opzioni: passare tutta la vita con judy perdonandola, o da solo (o con Midge)?
A questo punto interviene il fato, nei panni di una suora, che appare sul campanile spaventando Judy, che mossa dal senso di colpa si butta.

Hitchcock girerà un secondo finale dove Scottie torna da Midge che sta ascoltando la radio dove dicono che Gavin (il marito di Madeline) è stato arrestato e accusato di omicidio.

Film che nel finale lascia una scia di forte inquietudine.

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30 Agosto 2011 in La donna che visse due volte

Non è un film da 8, ma non mi è dispiaciuto. Buone le musiche, pessima la recitazione della compagna di John.

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