Recensione su La donna alla finestra

/ 20215.451 voti

Eccellenze sprecate / 16 Maggio 2021 in La donna alla finestra

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Thriller banale e abborracciato, pieno di eccellenze sprecate (Gary Oldman, in primis, ma pure la magniloquente colonna sonora di Danny Elfman, correttamente vintage ma inutilmente enfatica), metacitazioni superflue (oltre, ovviamente, a Hitchcock, a che pro la cinefilia della protagonista? E il nome Jane Russell che cita la mitica star di Hollywood?) e tanta fuffa (la casa, che non entra mai attivamente nel racconto; l’agorafobia, davvero pessimamente sfruttata; la presenza dell’intruso-non intruso che genera nulla, a livello narrativo; ecc.).

Mi pare che La donna alla finestra sia il primo thriller “tradizionale” a cui si è dedicato il regista Joe Wright. Ecco, stando al risultato, non mi sembra pienamente nelle sue corde: qualche virtuosismo qui e là, ok, ma scarsa abilità nel creare il contesto adatto e concretizzare la giusta tensione.
Dei lavori dello sceneggiatore, Tracy Letts (che, nel film, compare nel ruolo dello psichiatra di Amy Adams), ho apprezzato molto gli eccessi di Killer Joe di Friedkin e decisamente poco i parossismi de I segreti di Osage County di John Wells (la sceneggiatura si basa su una sua opera teatrale, quindi, la “colpa” è proprio tutta sua). Questo film non ha i pregi dell’uno, né i difetti dell’altro: è pura vacuità e a poco vale l’impegno della Adams nell’interpretare un personaggio sì dolente, ma, a conti fatti, sempre distante.

Vi dirò: ci vuole pelo sullo stomaco a pretendere di far pagare il biglietto per vedere al cinema un film “difettoso” come questo (in un certo senso, quindi, meno male che, dopo una iniziale pianificazione di distribuzione nelle sale saltata a causa del COVID-19, il film è stato acquisito da Netflix per la sola distribuzione in streaming).

4 commenti

  1. Catoblepa / 17 Maggio 2021

    Credo possa essere diviso in tre parti: la prima interessante, pur con qualche pesantezza di troppo; quella centrale ottima, ma anche la più corta (intendo la parte in cui sono tutti presenti in casa e si rievoca l’incidente); gli ultimi 35 minuti o giù di lì ridicoli. Ma proprio brutti brutti, sia per l’idea con cui si risolve l’intreccio sia perché quello che si è visto della psicologia dei personaggi (anche di quelli che non appaiono in questa parte) viene sostanzialmente negato. Imperdonabile.

  2. Insomnium / 17 Maggio 2021

    solito filmaccio Netflix con cast buono/ottimo…e trama superficiale.
    La cosa che mi ha spaventato di più è che tra la Adams e la Moore , ci sono 14 anni…
    Ma in più per la Moore!!!

    • Stefania / 17 Maggio 2021

      @inflames: il “guaio” è che Netflix neppure l’ha prodotto, non ci ha messo soldi né becco in fase di produzione, perché questo è un film 20th Century Fox (Netflix ne ha comprato i diritti per distribuirlo, quando il film ha saltato l’uscita in sala: diciamo che, in questo caso, è andato perfino a cercarselo XD ).

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