Recensione su La coda dello scorpione

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Scorpio rising. / 21 luglio 2014 in La coda dello scorpione

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

(Sei stelline e mezza)

Il meccanismo “giallo” è davvero ben architettato, con un colpo di scena finale che, benché subodorato qualche istante prima del disvelamento, si lascia ben assaporare.
Notevole la fotografia, belle le musiche di Bruno Nicolai, divertenti alcuni movimenti di macchina, tra lo sperimentale e la “cosa curiosa fine a sé stessa”, statuarie le attrici: con quei corpi (c’è chi subodora che quello della Strindberg non fosse immune al bisturi) e quei volti scolpiti nella cera, complice l’ambientazione da thriller, sembra di veder muoversi sullo schermo Eva Kant o qualche eroina di un vecchio Lanciostory.

Non essendo un’esperta di Dario Argento e Bava, non sono in grado di apprezzare i rimandi (titolo animalier a parte) che pare esistano in riferimento ad alcuni lavori dei suddetti: certo è che in comune con loro mi pare che questo film di Martino abbia l’atmosfera torbida, seppur mitigata da un ben calcolato senso dell’azione propriamente detta che lo allontana dal filone “erothriller” degli anni Settanta, ed il gusto per la paura primitiva.
Non a caso, uno dei momenti che ho apprezzato di più è stato l’assedio dell’assassino all’appartamento dell’amante greca del signor Baumer: come in un incubo, una lama spaventosa (che tornerà, maligna e fustigatrice, nel finale) prima si insinua come la lingua di un serpente tra i battenti del portone d’ingresso, nel tentativo di sollevare una sbarra metallica, e poi squarcia inesorabile un pannello di legno.
Da antologia, la luce verde che inonda la scena del tentato omicidio di Cléo Dupont e l’assassinio truculento a suon di cocci di bottiglia di (onnipresente) J&B.

Gli attori, bellezze femminili a parte, non mi sono affatto piaciuti, pure Pistilli, così statici e monocorde, anche se ammetto che Hilton, verso la fine, riesce a scrollarsi di dosso l’aria da piacione, per recitare almeno una sequenza degna di nota.

4 commenti

  1. tarax / 24 novembre 2015

    Concordo su tutto! Aggiungo che non è il miglior thriller di Martino.

  2. Stefania / 24 novembre 2015

    @tarax: di Martino, fino a quel momento, avevo visto (molto distrattamente) solo commedie, spaghetti-western e poliziotteschi. Questo film è stato un piccolo ed interessante diversivo. Beh, allora dimmi quali thriller di Martino hai preferito a questo 🙂

  3. tarax / 26 novembre 2015

    Di sicuro “Lo strano vizio della signora Wardh” e ” Tutti i colori del buio”;)

    • Stefania / 26 novembre 2015

      @tarax: Lo strano vizio… l’hanno passato qualche sera fa su Cielo, ma non ho resistito alla terribile giacca con le frange di George Hilton e ho capitolato. No, scherzo, era ad ora tarda e, anche volendo, non sarei riuscita a vederlo fino alla fine 🙂

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