Recensione su La città delle donne

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L’Odissea di Snaporaz / 22 settembre 2014 in La città delle donne

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Viaggio onirco nell’universo femminile e maschile.
Fellini dipinge a tinte forti stereotipi e peculiarità dei due sessi. Ne esce un quadro triste e che lascia un sapore amaro. Il sogno di Snaporaz è un’odissea di un uomo di mezza età nella contestazione femminile degli anni ’70, ricerca di una rivalsa ed emancipazione che risulta in molte parti del film grottesca. Il protagonista si trova coinvolto in un gruppo di femministe dal quale continua a scappare senza mai trovare pace. La fuga non sembra terminare mai nemmeno nel finale.
Durante questo continuo fuggire ci s’imbatte nel personaggio di Katzone, simbolo maschilista per eccellenza, in continua lotta con le femministe, di cui il regista fa emergere il carattere goliardico, puerile e mammone.
Il film si basa sui contrasti e sul confronto fra il comportamenti, dialoghi come quelli tra Snaporaz e la moglie risultano immortali.
La pellicola risulta un ottimo spunto per riflettere sugli atteggiamenti e sui comportamenti quotidiani nei confronti dell’altro sesso e, perché no, per cercare di migliorarci.

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