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Recensione su La brigata del diavolo

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Sufficienza piena / 5 settembre 2017 in La brigata del diavolo

Ispirato a vicende accadute realmente, il film racconta della “Brigata del Diavolo”, un gruppo di soldati americani e canadesi che presero parte ad importanti combattimenti nell’Italia occupata dai nazisti. E’ il 1943 quando il colonnello Frederick (William Holden) viene affibbiato il compito di organizzare un’unità di soldati: ma i membri americani che arrivano sono dei veri e propri avanzi di galera, derelitti, disertori, tutt’altro che gente con la quale andare sul sicuro. Diverso il discorso per i canadesi che gli vengono affiancati, che sono tutti soldati scelti. Per la prima parte del film, a mio avviso tirata un po’ troppo a lungo, si vede l’addestramento e le continue risse e liti tra americani e canadesi, poi, alla fine, le due parti riusciranno ad essere unite. Proprio quando sono diventati pronti per combattere, la loro missione in Norvegia viene annullata e i soldati vengono mandati sul fronte italiano. Nel film si assiste alla prima impresa della “Brigata del Diavolo”, la conquista di Monte Camino. Nella seconda parte il ritmo è naturalmente più elevato ma anche il film sembra godere di un maggiore spessore ed è decisamente più crudo e serio, rispetto alla prima parte che sembrava puntare un po’ eccessivamente sull’ironia. Ad ogni modo un film discreto con sequenze di guerra niente male per essere quasi di 50 anni fa. Oltre a Holden, sono molti gli attori noti nel film, come Cliff Robertson o Vince Edwards.

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