Recensione su Il pianeta verde

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Il dubbio. / 4 marzo 2011 in Il pianeta verde

Allora, allora…strano film da recensire. Scusatemi, sarò inevitabilmente prolisso.
Strano perchè, più che delle qualità del film stesso, è inevitabile parlare e riflettere sul chiaro messaggio che intende diffondere.
Ecco…proprio qua, in me, si è verificato uno strano cortocircuito.
Mi spiego…il messaggio è ottimo: una critica mirata e radicale alla nostra civiltà e alla nostra società consumistica, ai suoi ritmi, stili ed abitudini. Alla sua palese stupidità e all’inevitabile disumanità dei suoi abitanti.
Fin qua, tutto ok.
L’elemento che però mi ha lasciato perplesso e incapace di dare un voto al film è stato la rappresentazione “dell’atro mondo”, quello buono.
Per carità, tutto funziona…ci sono pure richiami ad una società anarchica e cooperativa che mi avrebbero dovuto conquistare al primo sguardo…Però, così non è stato.
Come mai?
Il fatto è che, alla fine della fine, ho dovuto ammettere che non provavo simpatia alcuna per questi nuovi esseri dai volti e dagli atteggiamenti così perfetti, come dire…angelici.
Tutti sono belli, belle, sani, saggi e intelligenti.
Riccioli cherubini che si posano su occhi azzurro cielo.
Ognuno, bambini compresi, forte di incrollabili certezze.
Non esiste più nè dubbio nè paura.
I volti delle persone sono come i loro principi, perfetti.
Credo che sia proprio questo l’aspetto che non mi rende possibile votare questo film.
Perchè, pur condividendone la critica alla nostra stupida società e al cancro della sua cattiveria, non sono riuscito a provare simpatia per quasta nuova “razza unica” (così si autodefiniscono con gioia). Sarò stupido…ma quando una presunzione di perfezione viene così ostentata, sia quel che sia, a me vengono in mente i nazisti dell’Illinois. Ed io li odio, i nazisti dell’Illinois.
Conferma di questa mia antipatia nei loro confronti ne è stato il fatto che, alla fine, quando le due ragazze terrestri vengono trasportate in questo mondo perfetto il sentimento che provavo nei loro confronti era di tristezza. Una difficilmente spiegabile malinconia.
Non so…finito di vedere il film avevo una gran voglia di un bar fumoso con litri di birra al bancone. Musica, rumore e peccati.
Un bar pieno di gente, persone per nulla perfette.
Identità e storie ognuna diversa dall’altra che, tra un dubbio e una speranza, sognano e parlano di un mondo diverso.
Migliore, sì. Ma non perfetto.
Il dubbio, in ogni società, non può nè essere cancellato nè essere dimenticato.
Così, alla fine, per me questo film resta così.
Senza voto.

1 commento

  1. Anna / 22 dicembre 2017

    Buongiorno Daniele, capisco la tua critica al film anche se non ho provato lo stesso livello di antipatia per la società “dell’altro mondo”. Secondo me è fondamentale la scena del ritorno al Pianeta Verde in cui prima i bambini con le terrestri, e successivamente i più grandi come Mila stessa, ballano trasportati da ‘Tutti Frutti’ di Little Richard. Ancora una volta i bambini sono quelli che arrivano per primi (come nel caso della matematica dello spazio) e ritrovano un elemento del passato che, abbandonato da un lato, non viene mai rifiutato del tutto dall’altro, come possiamo vedere nella scena dell’aereo in cui i figli di Mila riscoprono il violoncello. Il pianeta verde non è il pianeta perfetto: all’inizio del film viene infatti sottolineato l’importanza dello scambio di conoscenze tra gli abitanti che decidono di partire e quelli degli altri pianeti. Allo stesso modo nessuna forma di musica viene rifiutata, che si tratti di silenzio o di rock and roll; la contestazione è piuttosto rivolta verso il rumore, non la musica.

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