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Recensione su Bella addormentata

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15 gennaio 2013

Cocente delusione questo film Veneziano di Bellocchio.
L’argomento ( diritto alla vita, alla morte, eutanasia) è chiaramente importante, già da solo regge un film, o almeno avrebbe dovuto, se solo la sceneggiatura, in questo caso, si fosse limitata ad una singola storia, la più forte e pregna di significato, invece che incartarsi in più storie prolisse prolisse e prolisse.
Il punto più alto del film , non a caso, io ritengo risulti essere la prova del discorso che il senatore/Toni Servillo fa nel sua stanza, prima di votare il decreto “salva-vita”. Proprio perchè il suo background o comunque la costruzione del personaggio lo permette, il discorso teorico del film trova una compiutezza che manca in tutte le storie “secondarie”.
Se Toni Servillo è come sempre in parte, e Alba Rohrwacher, che ne interpreta la figlia, ha l’ingrato ruolo di dar vita ad una sciroccata insopportabile ( e qui, di nuovo, brutta brutta sceneggiatura; la cattolica che protesta per salvare Eluana, va a scoparsi il tizio che la fulmina in autogrill. Storia campata in aria e senza fondamento, completamente contraddittoria e che parrebbe suggerire questa banalità: l’amore vince su tutto! Anche sulla libertà di coscienza!) dimostrandosi comunque brava, molti componenti del resto del cast fanno letteralmente pena. Mi sto riferendo a Brenno Placido, figlio di Michele, che senza offesa, ma è una cane a recitare. Veramente, sembrava di guardare i “Cesaroni” quando si sforzano di fare le scene piene di pathos. Per non parlare del Derek dei noantri, il Derek dei poveri, il dottorino che vuole fare il salvatore e che è la versione brutta e mal recitante di Patrick Dempsey. Occhi a palla in tutte le scene e recitazione degna di Centovetrine ( il tipico attore italiano che recita tutto sfiatato e di corsa che quasi non si capisce? Eccolo, lui.). E infine il fratellino dell’amore della vita del personaggio di Alba Rohrwacher, che fa l’adolescente problematico ( malato? Boh, chissà, tutto buttato lì senza fondamenta.) risultando sono un esaltato da produzione di serie B.
La brava Isabelle Huppert completamente sprecata, insieme a tutti gli attori che interpretano la classe politica, relegati a poche scene ( bella quella del confronto tra Servillo e lo psichiatra). Ecco perchè ritengo sia un film mal gestito: le numerose story-line che dovrebbero dare qualche spunto in più di riflessione sul tema sono talmente campate per aria o mal fatte, che tolgono solo tempo utile all’unica storia decente. L’apice si raggiunge negli ultimi 10 minuti, interamente dedicati alla tossica ( Maya Sansa, nulla di straordinario) che Derek brutto vuole salvare, farciti di sguardi intensi, recitazione scadente, dichiarazioni sguaiate e patemi d’animo. Giustamente questa storia si evolve proprio in questi 10 minuti, dopo averla tenuta in stand-by per l’intera durata del film. Sembra quasi che all’ultimo, non sapendo che farsene, abbiano tentato dargli un senso, di riallacciarla alla tematica del film, riuscendoci poco.
In più, la fotografia risulta davvero scadente, almeno secondo me. Ho scoperto essere di Ciprì e ora si capisce perchè non incontra il mio favore: grottesca, cupa, completamente fuori luogo e abbrutente. Altro capitolo critico è quello della colonna sonora: esagerata, invadente, ridondante, dozzinale quando andava a sottolineare i momenti drammatici ( ma che è?) con immotivate sviolinate.
Proprio un peccato.

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