Recensione su La battaglia di Algeri

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Non c’è una recensione in italiano su “La Battaglia d’Algeri” ? / 15 gennaio 2013 in La battaglia di Algeri

Oggi vi voglio parlare de:

“La Battaglia d’Algeri”.

La pellicola è ambientata durante l’ultima fase del colonialismo francese, noi Europei credevamo ancora di essere il centro del mondo e non c’era Facebook.
Siamo negli anni 50, la II W.W era finita.. non per l’Algeria dove i Francesi se la comandavano, imponendo la loro egemonia sul Paese. In pochi anni il Paese sarà in guerra con la Francia, una guerra diversa da quelle combattute prima, è una guerra per raggiungere l’indipendenza.
Andiamo con ordine. Il protagonista, Il giovane Alì, dopo essersi fatto un periodo di prigione si iscrive al Fronte Nazionale di Liberazione Algerino. Vogliono l’indipendenza, la vogliono ora. Iniziano così a ripulire la Casbah dai collaboratori dei francesi, amici dei membri del FLN inclusi. Poi fanno degli attentati in cui trovano la morte alcuni gendarmi francesi, viene assalito un commissariato di polizia dove vengono trafugati dei fucili e si susseguono scontri a fuoco nelle strade abitate prettamente dai francesi. L’Algeria chiama ? De Gaulle risponde. La Casbah diventa una prigione, controlli, filo spinato, militari.. ma il FLN non si ferma. Iniziano le esplosioni. La popolazione francese ad Algeri non è più al sicuro. Bombe nei bar, nei caffè, nelle sale da ballo.
De Gaulle (figura storica abbastanza cazzuta, ha combattuto nella I W.W e nella II W.W contro i nazisti, ammirabile per questo ma come un bambino a cui tolgono le caramelle quando si tratta di parlare del suo “Impero”) invia una divisione di paracadutisti comandata dal colonnello Mathieu, un pragmatico militare con un passato di lotta contro l’occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale, nonché veterano della guerra d’Indocina. Un susseguirsi di colpi bassi ci porterà alla fine del film, che non sto qui a dirvi, altrimenti mi denunciate xD.

Critica del Don
Ha moltissimo del documentario bellico.
Se in Kapò c’è la scena “cult” della donna che si getta nei fili dell’ alta tensione, qui abbiamo ben due inquadrature di un bambino che mangia il gelato pochi secondi prima di un’esplosione. Una scelta forse più scomoda della precedente (come si dice, i figli so’ piezz’ e core). Nella pellicola, la colonna sonora ha un ruolo importante. Vi dico solo che è di ENNIO MORRICONE, esprime molto la tensione che regna nella pellicola.
Ho notato che sono state usate le stesse note sia per le vittime dei terroristi sia per quelle della Casbah. Non è un caso. Praticamente ci vuole far capire che i morti sono uguali e il dolore viene sentito da entrambe le parti.
Passando agli attori, mi sono informato ed ho scoperto che tranne Jean Martin (il colonnello nel film), tutti gli altri sono stati presi dalla strada. Il che rende la pellicola, molto Pasoliniana. Tra l’altro il ruolo del Colonnello calza a pennello con Jean martin che ha fatto parte della Resistenza. Piccola osservazione.. Per il mondo occidentale è sempre stato un film scomodo, infatti in Francia è stato censurato (caso analogo a “Il Leone del Deserto” per l’Italia). Ma a renderlo scomodo che cos’è ? Pontecorvo denuncia il colonialismo, forse era pure ora, riporta un fatto, per di più non si può negare che chiudendo le vie della Casbah, controllando chi viene e chi va, i francesi abbiano “ghettizzato” gli Algerini. Allora mi vengono in mente le parole del Colonnello, una delle figure che più mi hanno colpito, un uomo retto che deve portare a termine il suo compito, perchè lui è stato chiamato per questo. Egli dice: “Se noi siamo qui è perchè la Francia vuole rimanere in Algeria”. Quello che mi domando è: Conveniva alla Francia mantenere il suo “Impero” ? No. Analizzandolo non credo che la pellicola vada contro la Francia, contro i militari o contro qualsiasi altra cosa. Il perché sia stato censurato è semplice, ogni Paese ha i suoi scheletri nell’armadio. Nella pellicola ci sono scene di tortura. Un francese o un italiano o chi per lui, non vuole saperne di queste cose.
Chi ? Noi francesi ? Non sia mai, le torture le fanno i cattivi. Non li avete aperti i libri di storia ? Noi siamo i buoni. Ultima cosa e poi finisco, il ruolo della donna. Nel film viene data una “bella” parte alle donne, sono le donne a dare le armi, a fare strada e a volte a piazzare le bombe.. a volto scoperto ed ammiccando ai soldati di guardia. Il tutto a a cavallo degli anni 50 e 60, in un Paese musulmano. Non credevo fosse possibile.

DonMax

1 commento

  1. Giorgiobass / 10 febbraio 2014

    Devo fare un appunto. De Gaulle è tornato al potere in Francia nel giugno del 1958 (e uno dei motivi fu proprio l’incapacità dei governi della quarta Repubblica di gestire la crisi algerina) quindi non ha avuto alcun ruolo diretto negli eventi che vengono narrati da questo (fantastico) film.

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