Recensione su Kurt Cobain: Montage of Heck

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Un uomo. / 23 aprile 2015 in Kurt Cobain: Montage of Heck

Visto in prima assoluta al Bif&st 2015 di Bari il 21/03/2015.
Che dire? Tutti quanti nella nostra adolescenza abbiamo avuto il nostro periodo Nirvana, scandito da ribellioni, fughe dai doveri e dalla realtà, e spesso trovavamo le scorciatoie ai nostri pensieri anche grazie alla musica dei Nirvana. Non voglio ricordare Kurt come il bello e dannato. Come il poeta o il Jim Morrison di Seattle.
Kurt qui è un giovane ragazzo, sballottato da una famiglia (o così si fa per dire) che, con assoluta superficialità, l’ha tirato su fino a diventare un giovane adulto. Un ragazzo fragile che si ciba di musica e marijuana. Se ne trovano a milioni, ma Kurt ha avuto il pregio di riuscire a raccontarsi e, contemporaneamente a raccontare la storia di una gioventù americana post Reagan, provincialotta e annoiata.
Kurt è stato il simbolo di ognuno di noi, ma prima della fama, della droga, della depressione… lui è stato, semplicemente, un uomo.

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