1992

Porco Rosso

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Porco Rosso
Porco Rosso

Porco Rosso, asso dell'aviazione italiana durante la Prima Guerra Mondiale, è ridotto a fare il cacciatore di taglie in seguito a un misterioso incidente che l'ha portato ad avere l'aspetto di un maiale antropomorfo. Grazie alla sua abilità diventa un ostacolo ai traffici dei Pirati dell'Aria, che decidono di ingaggiare un famoso pilota per mettere fuori gioco il pericoloso avversario.
scimmiadigiada ha scritto questa trama

Titolo Originale: 紅の豚
Attori principali: Shûichirô Moriyama, Tokiko Katô, Sanshi Katsura, Tsunehiko Kamijô, Akemi Okamura, Hiroko Seki, Mahito Tsujimura, Minoru Yada, Osamu Saka, Akio Otsuka
Regia: Hayao Miyazaki
Sceneggiatura/Autore: Hayao Miyazaki
Colonna sonora: Joe Hisaishi
Fotografia: Mark Henley, Atsushi Okui
Produttore: Rick Dempsey, Yoshio Sasaki, Sokai Tokuma, Yasuyoshi Tokuma, Matsuo Toshimitsu, Ned Lott
Produzione: Giappone
Genere: Orientale, Azione, Fantasy, Animazione
Durata: 94 minuti

“Piuttosto che diventare un fascista, meglio essere un maiale” / 12 Giugno 2015 in Porco Rosso

E ho detto tutto.

26 Marzo 2015 in Porco Rosso

Il meno visionario dei film di Miyazaki, eppure forse proprio per questo, paradossalmente, anche il meno realistico. I pochi elementi fantastici – la trasformazione del protagonista in suino, la flotta celeste di aeroplani – rimangono isolati e inspiegati rispetto alla vicenda, con qualche punta misticheggiante di troppo. I personaggi sono spesso poco credibili e scontati (Fio, Curtis, anche Gina), e la vicenda non sempre si svolge del tutto logicamente; anche il finale è abbastanza gratuito.
Rimane la bella ambientazione, tra una Dalmazia e un’Italia sublimate dalla fantasia dell’autore, e il tono piacevolmente elegiaco.

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4 Dicembre 2014 in Porco Rosso

Una delle più belle viste che si godono sulla terra è il cielo, la cui grandiosità supera ogni immaginazione. Il panorama celeste con la sua sconfinata e pittorica maestà avvolge l’intera terra: a est uno splendore dorato annuncia l’alba, mentre ad ovest il cielo cremisi da addio al giorno. Benché in genere sia azzurro, il cielo può tingersi di qualsiasi sfumature di colore: arancione, cremisi, verde, bianco splendente, grigio tetro ecc… Tutto dipende da come le onde luminose entrano nell’atmosfera e da ciò che incontrano nel loro tragitto verso il basso. Il fascino di questo mondo, apparentemente vicino, ma poi lontano, ha spinto molti artisti, e non, a ricamare con una cornice di passioni, sogni e significati il desiderio di farne in qualche modo parte.
Un genio moderno, Hayao Miyazaki, ha sfruttato perfettamente la bellezza di questo tetto meraviglioso, utilizzandolo come sfondo per i suoi voli poetici. Laputa, Il castello errante di Howl, Porco Rosso e Si alza il vento, sono la manifestazione sublime di come sia bello volare in un cielo ricco di poesia.
Una delle pellicole impresse nel mio cuore è Porco Rosso, un maiale, tra i più esperti piloti di idrovolante, in un Italia prossima all’avvento del fascismo. Marco Pagot è il vero nome del protagonista, in onore dei fratelli Pagot, fumettisti italiani creatori di Calimero, ed è ormai il solo a rifiutare il desiderio di rivalsa, di rinnovamento dopo una guerra vincente ma incerta ed esasperante. Celebre la frase “meglio porco che fascista”. Egli è l’unico a non avere sembianze umane e sarà il solo al conoscere il motivo della sua maledizione. Il maiale, secondo il credo buddista, rappresenta la personificazione stessa di tutti i peggiori difetti umani. Questo non significa che il nostro protagonista sia in realtà un personaggio dalla connotazione negativa; il fatto stesso che la sua metamorfosi improvvisa l’abbia trasformato in un suino ci aiuta invece a conoscerlo. Infatti nella storia affascina ciò che abilmente viene celato, ciò che puoi scoprire analizzando ogni singola pennellata, ogni singola rima poetica: la guerra, la metamorfosi, il volto di Porco, sono le invisibili fondamenta della narrazione. Nessuno farà luce sul suo passato. Verremo tuttavia catapultati in un sogno onirico e da semplici spettatori osserveremo gli idrovolanti dei piloti caduti, disegnare curve di blu, rossa e verde poesia, lasciando al sognatore il ricordo di un passato triste e ormai troppo lontano che mai conosceremo fino in fondo.
Il maestro Miyazaki ha una vera e propria passione per il volo e certo non la nasconde. Gli aerei, gli idrovolanti e qualsiasi altro velivolo capace di librarsi in aria, sono quasi un consuetudine per il regista. Essi rappresentano il centro gravitazionale del mondo di Porco, l’elemento fondamentale del quadro, il soggetto e la musa ispiratrice del poeta- pittore Miyazaki. “…un maiale che non vola è solo un maiale”.
Come spesso accade in molti film targati Ghibli- Miyazaki, la donna ricopre un ruolo fondamentale. Essa costituisce il necessario complemento del protagonista. Madame Gina è colei che lo tiene legato al passato, mentre la giovane Fio Piccolo, col suo genuino amore e con la dolcezza della sua tenera età, lo proietta verso un futuro ricco di speranza e amore. “A vedere te, Fio, mi viene da pensare che l’umanità non sia poi da buttar via…”. Il presente? È ciò che Porco vive in questo film, dove non c’è mai una lotta tra bene e male. Miyazaki rinuncia come sempre a questa eterna battaglia: i pirati del cielo, il boss della Mamma Aiuto, Donald Curtis si dimostreranno dei personaggi amabili quanto i protagonisti stessi.
Il Ghibli soffia nel cielo sconfinato dell’animazione con questo straordinario capolavoro da non perdere.

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Altra pellicola, altra perla / 28 Dicembre 2013 in Porco Rosso

Porco Rosso è una pellicola del maestro Miyazaki del 1992, tratta liberamente dalla controparte cartacea dello stesso regista e ambientata in un periodo post prima guerra mondiale.
Ad animazioni sempre degne di lode e sequenze dotate di rara bellezza, Porco Rosso aggiunge una vicenda narrata sapientemente a cavallo tra il fiabesco e lo storico. Miyazaki crea un personaggio carismatico, quasi iconico. Di fronte la possibilità di unirsi al nuovo che avanza (il regime fascista) egli decide di rimarcare invece la sua condizione di lupo solitario, di uomo (anzi, di maiale) libero dalle imposizioni del mondo. Sceglie perciò una vita modesta, guadagnandosi da vivere facendo il cacciatore di taglie.
L’uomo simbolo dello Studio Ghibli riesce a spiattellare le sue mai celate passioni per il volo, l’Italia e le figura femminili in una sola pellicola. Le sequenze di volo sono ampiamente degne di menzione. L’ambientazione focalizzata sull’Adriatico è fantastica da vedere per lo spettatore. Il personaggio di Fio, come anche Gina e le numerose donne di Milano, sono esaltate da un ruolo di primo piano, quasi al pari del protagonista. Non sfigurano comunque nemmeno le parti maschili, come il pilota Curtis e la simpatica banda dei Pirati del Cielo.
Splendido il finale, spassoso e allo stesso tempo malinconico. Altra perla del regista e dello studio orientale. Consigliato.

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Un’ironica carezza / 29 Ottobre 2013 in Porco Rosso

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Porco rosso è sicuramente l’opera più matura del maestro Miyazaki.
In essa alberga, oltre alla consueta scelta narrativa di collocare le sue protagoniste al centro di un’iconografia non classica, stereotipata, ma come simbolo assoluto dell’emancipazione femminile, un incantato melodramma, che cerca di sradicare le sue antiche radici, per volare sospinti dalla leggera ed invisibile brezza del vento.
L’abbandono, la tristezza, il sogno perduto, ogni sentimento viene accompagnato da una sorta di ironica carezza, come se anche la realtà fosse una farsa, uno spettacolo che ci spetta inscenare.
Il Porco rosso è colui che ha scelto di abbandonare la sua natura umana, non solo perché ritenuta vile o abbietta, ma perché testimone di un rimorso che ricalca la sua stessa pelle, la sua stessa faccia.
Una pellicola da vedere e ammirare.

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