Kumiko, the Treasure Hunter

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Kumiko, the Treasure Hunter

Una donna giapponese stanca scopre una copia nascosta di (1996) su VHS, ritenendola una mappa del tesoro che indica la posizione di un grosso caso di denaro.

Titolo Originale: Kumiko, the Treasure Hunter
Attori principali: Rinko KikuchiNobuyuki KatsubeKanako HigashiIchi KyokakuAyaka OhnishiMayuko Kawakita, Asami Tano, Ako Yoshida, Anna Wakamori, Risa Hotta, Hitomi Sawano, Maki Issô, Ariei Umefune, Takao Kinoshita, Shirley Venard, David Zellner, Nathan Zellner, Yumiko Hioki, Tetsuya Hayakawa, Mihoka Tomoda, Yusei Fujii, Natsuki Kanno, Brad Prather, Earl Milton, Madde Gibba, Ravi Jasthi, Lucy Luu
Regia: David Zellner
Sceneggiatura/Autore: Nathan Zellner, David Zellner
Colonna sonora: The Octopus Project
Fotografia: Sean Porter
Costumi: Tony Crosbie, Kiersten Hargroder
Produttore: Jim Taylor, Alexander Payne, Rinko Kikuchi, Jim Burke, Nathan Zellner, Raymond Mansfield, Shaun Redick, Cameron Lamb, Andrew Banks, Chris Ohlson
Produzione: Usa
Genere:
Durata: 100 minuti

Lento e (anzi: ma) un po’ noioso / 3 Gennaio 2016 in Kumiko, the Treasure Hunter

La ventinovenne Kumiko, un po’ disadattata e forse ritardata, è stanca del suo lavoro servile e dell’apparente smarrimento della sua vita. Quando un giorno trova una VHS del film Fargo, si convince che ci sia davvero un milione di dollari sepolto sotto la neve in Minnesota, come lasciato intendere dal film dei fratelli Coen (che inizia con il fuorviante cartello: “Questa è una storia vera”). Kumiko trova il modo di raggiungere il Minnesota e, suscitando la compassione della gente del luogo, si avvicina piano piano alla sua meta.
La disperazione di Kumiko diventa esasperazione, tanto per il personaggio quanto nella confezione della storia (scritta e diretta dagli indipendenti fratelli Zellner). La prima parte del film ci illustra la vita deprimente di Kumiko a Tokyo e lo studio matto del fotogramma di Fargo che mostra il posto dove è sepolto il “tesoro”; la seconda il suo lento viaggio on the road in America verso Fargo, fra il freddo e le barriere linguistiche. Ma a differenza di altri film lenti lascia poco alla contemplazione: la fotografia è curata ma non ha particolari segni di eccellenza (specie in quanto eco delle geniali composizioni di Roger Deakins per Fargo); Kumiko parla poco, e è difficile anche per noi spettatori sintonizzarci con i suoi sentimenti e i suoi desideri; la musica (degli Octopus Project, premiata al Sundance Film Festival 2014) ha il pregio di accompagnare con discrezione il lento viaggio, ma senza personalità.

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“I only need page 95. It is my destiny. “ / 9 Settembre 2015 in Kumiko, the Treasure Hunter

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Quando ritrova sulla spiaggia una VHS consunta del film “Fargo”, Kumiko si convince che ci sia davvero un tesoro ad attenderla lì dove Carl/Steve Buscemi l’aveva sepolto. Solitaria e annoiata da un lavoro che non le dà soddisfazioni, la ragazza si precipita negli Stati Uniti con tutta la determinazione, il coraggio o forse semplicemente la disperazione di chi sa di avere solo una possibilità per riscattarsi. Una missione tutta sua, come fosse una prescelta.
E’ un film bizzarro, a tratti tenero, che esamina la solitudine e la diversità con delicatezza e soprattutto senza retorica. Il finale non poteva non essere altrettanto surreale ma lascia comunque un sorriso amaro.
Fotografia e recitazione di Rinko Kikuchi praticamente impeccabili.

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