Recensione su Koyaanisqatsi

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Koyaanisqatsi, legame armonico tra immagine e suono / 14 ottobre 2014 in Koyaanisqatsi

Primo capitolo della trilogia Qatsi (dal linguaggio hopi, vita) ad opera del regista Godfrey Reggio.
In un’ora e mezza lo spettatore assiste alla visione continua di immagini, perlopiù una serie di paesaggi che vanno dal contesto naturalistico fino a quello urbano. Essi non sono inseriti in maniera casuale, ma vengono volutamente messi a contrasto dall’autore per mettere in evidenza la “mano” dell’uomo nei confronti della natura che lo circonda, spesso senza preoccuparsi di sopprimerla.
Non vi è alcun supporto dato dal dialogo. Gli unici suoni distinguibili nella pellicola sono le potenti musiche di Philip Glass, che creano una perfetta armonia con le inquadrature, a volte rallentate, a volte accelerate. Un connubio che va paradossalmente in contrasto col titolo dell’opera (“Koyaanisqatsi” è letteralmente la “vita in assenza di equilibrio”).
Più di un semplice film, Koyaanisqatsi è un’esperienza visiva e auditiva appagante, dove il tempo sembra non seguire più il suo regolare corso e la mente si placa di fronte alla potenza di immagini e suoni.

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