8 Recensioni su

Cena con delitto - Knives Out

/ 20197.0291 voti

Il voto sarebbe un 7.5 / 1 Dicembre 2021 in Cena con delitto - Knives Out

Bel giallo con atmosfere simili ad Agatha Christie.
Il famoso scrittore di romanzi gialli Harlan Thrombey (Christopher Plummer) viene trovato morto nella propria stanza. Apparentemente sembra un suicidio ma la polizia affiancata dall’investigatore privato Benoit Blanc (Daniel Craig) indaga per capire meglio cosa è successo
la sera prima.
Come ogni giallo che si rispetti, ogni membro della famiglia (ma non solo) avrebbe avuto un movente per uccidere Harlan; così con i vari interrogatori si iniziano a scoprire gli altarini. Benoit chiede la collaborazione dell’infermiera Marta Cabrera (Ana De Armas)
che ha la “capacità” di vomitare ogni volta che dice una bugia; essendo stata vicina ad Harlan, Marta sa molti “segreti di famiglia”.
Cast corale, ottimo ritmo e buone atmosfere dove
pian piano si scopre qualche segreto di famiglia. A metà pellicola lo spettatore sa qualcosa in più di Benoit che comunque si rivela un dignitoso successore di Poirot; bello anche il finale.
Il cast annovera Chris Evans nei panni del nipote diseredato Hugh Ransom, Jamie Lee Curtis è la figlia sposata con Richard (che la tradisce), Michael Shannon è l’altro figlio Walter a cui Harlan voleva togliere la direzione della sua casa editrice. Toni Collette è la nuora
Joni (il marito è morto precedentemente) con la figlia Meg (Katherine Langford) i cui studi erano sovvenzionati da Harlan.

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a me è piaciuto / 31 Ottobre 2020 in Cena con delitto - Knives Out

in un mare di schifezze cinematografiche questo film mi è piaciuto in toto. Cast, regia, fotografia, musiche, scenografie. Una pellicola che scorre tutta di un botto, che ci mostra oltretutto un ex James Bond che in futuro potrebbe riprendere tranquillamente questo ruolo alla Hercule Poirot. Aspettiamo il sequel

Giallo fallimentare / 8 Ottobre 2020 in Cena con delitto - Knives Out

Cast stellare, dominato da Daniel Craig in un ruolo più leggero del solito; una trama molto fitta, che riesce a combinare tutti i fili in maniera convincente (c’è una spiegazione anche per quella che sembra all’inizio una coincidenza inverosimile); un cuore del film che batte politicamente dalla «parte giusta». Perché allora un giudizio finale tutt’altro che entusiastico? Perché questo è un giallo, e come giallo fallisce clamorosamente: la soluzione è troppo palese, con una sfilza tale di indizi che ne potresti perdere la metà e ancora capire facilmente «chi è stato». Ci sarebbe, è vero, quella che sembra una falsa traccia, il cui reale significato verrà rivelato solo alla fine; ma è bilanciata da un indizio contrario, e comunque riguarda più il come che il chi. Non amo particolarmente i gialli troppo complessi, in cui l’autore si diverte a confondere la platea; ma ho il sospetto che qui la platea venga blandita affinché si senta ingiustificatamente intelligente.

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Cluedo sciapo / 6 Giugno 2020 in Cena con delitto - Knives Out

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Mi aspettavo una specie di nuovo Invito a cena con delitto (probabilmente, inarrivabile, per originalità e vette comiche), con cliché e stereotipi del giallo messi alla berlina o esaltati brillantemente.
Invece, mi sono ritrovata davanti a una sciapa partita in tre dimensioni del Cluedo, piena -sì- di star, ma con un plot poco divertente e scarsamente incisivo anche sul versante di genere.

Ok, c’è una messinscena vagamente satirica degli USA contemporanei. Ma, per il resto, l’intrigo giallo latita abbastanza. E io che, visti alcuni dettagli, mi aspettavo un vero super piano del vecchio Thrombey! E un sacco di intrighi e colpi bassi tra parenti! E battute al vetriolo! E faville dalla vecchia bisnonna!
Niente di tutto questo. Solo qualche sparuta trovata (vedi, la ragazza che non riesce a mentire senza vomitare).

Cast sprecato, Daniel Craig non troppo azzeccato nel ruolo dell’investigatore privato alla ricerca dei buchi di ciambella, personaggi ininfluenti (in particolare, i nipoti più giovani, il figlio zoppo, la moglie del suddetto) e nessuna cena con delitto. Al massimo, un dopo party con spargimento di sangue.

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. / 28 Dicembre 2019 in Cena con delitto - Knives Out

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Immagino che nelle intenzioni dei creatori sia stata un’idea simpatica quella di mascherare sotto una malfatta commedia “gialla” una metafora di una ben determinata idea dell’America odierna. Peccato che il prodotto fallisca entrambi gli obiettivi.
Il lato giallo (di commedia neppure parlo,non c’è ironia, non c’è nulla che faccia sorridere, non c’è neppure lo sbertucciamento di quei classici investigatori deduttivi alla Poirot&Co) manca completamente di pathos e partecipazione, con il colpevole rivelato nella prima mezz’ora, tant’è vero che la trama deve poi inventarsi alla meno peggio uno scialbo contromistero in coda di pellicola per provare (senza riuscirci) a riaccendere un minimo di interesse (ricorrendo, tra l’altro, ad uno dei più inflazionati stratagemmi: il personaggio che meno appare è il colpevole). Il lato metafora socio-politica è quello che più risulta evidente (suppongo sia questo l’intento, il vero scopo della pellicola è trasmettere un messaggio semplice senza rischiare che lo spettatore si distragga troppo con una storia davvero interessante), ma non per questo qualitativamente riuscito, giungendo a divenire una certezza già a metà pellicola: Marta è la personificazione degli immigrati semi-illegali latinos, l’agiata famiglia Thrombey è rappresentativa dell’America WASP trumpista; il vecchio Harlan è sia rappresentativo dell’America originale che del famigerato sogno americano; lo scontro giunge quando Marta, buona di cuore, patologicamente sincera e incapace di far del male a una mosca, entra in possesso dell’eredità di Harlan sottraendola alla famiglia, che reagisce trattandola da intrusa, usurpatrice, ladra da scacciare e distruggere (Ransom – che significa “ostaggio” ma anche “riscatto”, allusione non troppo velata visto che è lui a ricattare segretamente Marta – si giustifica addirittura parlando di dovere morale per difendere la famiglia e, quasi testualmente, “la casa dei suoi antenati”), tanto da generare prima un complotto per addossarle colpe non sue e poi una vera e propria aggressione fisica, questa destinata ovviamente a fallire. E sotto questa luce è da intendersi quel che Harlam dice a Ranson: lei mi batte a Go più volte di te; ossia: “loro” meritano il sogno americano più di “voi”.
Roba così didascalica è uno sconforto per lo spettatore, indipendentemente dalla condivisione o meno del messaggio.

P.S. il titolo italiano, come spesso capita, è fuorviante visto che il delitto non accade durante una cena…anzi, le cene non c’entrano proprio nulla, e i coltelli (“knives”) da tirar fuori hanno tutt’altra funzione.

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Giallo con metafora / 17 Dicembre 2019 in Cena con delitto - Knives Out

Un capofamiglia poco amato dai propri parenti, viene trovato morto dopo una cena di famiglia.
Un soggetto tutt’altro che nuovo, ma affrontato davvero bene in questo bel film.
Ottimo ritmo, un po’ di ironia, ed una trama ben congegnata, ispirata sì ai gialli classici, ma con varie trovate originali, per una narrazione che sa sorprendere (più o meno).
Ad impreziosire il tutto, la metafora su un particolare tema di attualità per gli USA (e non solo, ma qui c’è una chiara visione americana della faccenda) che scorre per tutto il film, fino all’esaltante scena finale.

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Un giallo notevole / 16 Dicembre 2019 in Cena con delitto - Knives Out

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Wow. Amo queste messe in scena alla Cluedo sia nella forma che nei contenuti. Il rischio è sempre quello di una sceneggiatura debole, ma qui Johnson si è superato: non solo mette in piedi una corale partita a scacchi (o a Go in questo caso), ma la amplia al di fuori della scacchiera, superando così l’effetto “genio che orchestra il delitto perfetto”. Si, perché l’architettura degli eventi è superata e compromessa dal caso, la componente stocastica che più di una volta entra in gioco e sovverte i meccanismi del deus ex machina. Ma non solo. Il caso, in questo caso, non veste i panni dell’intoppo nei piani, ma ha più a che fare con l’interazione dei personaggi, le pensate dell’ultimo minuto e i riaggiustamenti in corso d’opera. Un giallo in fieri, non uno da grande burattinaio. Era da un po’ di tempo che non mi capitava di vedere una trama così ben disegnata.

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A copiare le cose belle, spesso ci si azzecca / 16 Dicembre 2019 in Cena con delitto - Knives Out

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Lodevole tentativo di svecchiare e modernizzare il giallo “alla Agatha Christie” . Il canovaccio è rispettato in pieno : pletora di sospettati , scena del crimine, indagine , interrogatori e risoluzione finale.
Una manna per un appassionato del genere , come me , cresciuto a pane e Poirot.
In aggiunta , la trama e il caso presentano caratteristiche originali (che non svelo) , che lo rendono oltremodo avvincente e appassionante.
Poi è fatto dannatamente bene , ci sono i depistaggi , ci sono gli indizi, gli ambienti e la magione sono meravigliosi e adattissimi .
Ho visto particolarmente a suo agio Daniel Craig , molto meglio qui che nei 4-5 007 che ha fatto.
Se proprio devo trovare un difettino , alcuni dei mostri sacri del cast hanno davvero un ruolo poco rilevante, ma è davvero uno scrupolo.
Se vi piace il genere, non rimarrete delusi.

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