Kingsman: Il cerchio d'oro

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Kingsman: Il cerchio d'oro

Quando il quartier generale dei Kingsman viene attaccato da un nuovo nemico, Eggsy e Merlin uniscono le proprie forze per collaborare con la sezione americana dell'agenzia e salvare il mondo.
Questo film fa parte dell''Universo Marvel'! Vuoi saperne di più?
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Kingsman: The Golden Circle
Attori principali: Taron EgertonTaron EgertonColin FirthColin FirthJulianne MooreJulianne MooreMark StrongMark StrongJeff BridgesJeff BridgesChanning Tatum, Halle Berry, Elton John, Pedro Pascal, Hanna Alström, Edward Holcroft, Poppy Delevingne, Bruce Greenwood, Emily Watson, Sophie Cookson, Michael Gambon, Tobi Bakare, Theo Barklem-Biggs, Thomas Turgoose, Calvin Demba, Samantha Womack, Keith Allen, Tom Benedict Knight, Mark Arnold, Björn Granath, Lena Endre, Gordon Alexander, Jeff Ricketts, James Carroll Jordan, Samantha Coughlan, Mingus Johnston, Cristina Dohmen, Martyn Ford, Antonio Magro, Mostra tutti
Regia: Matthew VaughnMatthew Vaughn
Sceneggiatura/Autore: Matthew Vaughn, Jane Goldman
Colonna sonora: Henry Jackman, Matthew Margeson
Fotografia: George Richmond
Costumi: Arianne Phillips
Produttore: Matthew Vaughn, Adam Bohling, David Reid
Produzione: Usa, Gran Bretagna
Genere: Azione, Commedia
Durata: 141 minuti

Dove vedere in streaming Kingsman: Il cerchio d'oro

no titolo / 4 Agosto 2020 in Kingsman: Il cerchio d'oro

Il secondo Kingsman conferma le ottime impressioni del primo capitolo (la vera alternativa alla saga di 007), e offre momenti assolutamente esilaranti (SPOILER ALERT: Sir Elton John, molto più di un banale cameo), specialmente per chi ha visto il primo film. Per quanto – e questo è un pregio – non sia uno di quei sequel in cui per seguire il film devi aver visto il capitolo precedente, pur avendo ovvi collegamenti.
C’è, per me, un errore enorme per cui ogni volta mi mangio le mani. Altro spoiler. All’inizio del film viene fatta fuori Roxy (personaggio secondario nel primo film, ma con grosse potenzialità), che al contrario avrei voluto vedere di più qui e in un eventuale altro sequel. Fossi stato in loro avrei pensato persino ad uno spin off, trattandosi tra l’altro di un agente di pari grado rispetto al protagonista. Farla fuori all’inizio del film non è altro che un’occasione sprecata per un personaggio che avrebbe potuto dare tanto al franchise, e dare un’ulteriore slancio in avanti al genere action/spy che per qualche ragione deve avere per protagonista sempre (o quasi) un uomo. Un vero peccato.
A parte questo elemento assolutamente conservatore, un franchise che dà nuova linfa al genere.
Nel corso del film entriamo in contatto con gli Statesmen, equivalenti e “cugini” americani dei Kingsman. Spero che siano in grado di sfruttare almeno loro in futuro, magari con uno spin off. E spero che facciano quel passetto in avanti che ancora manca, offrendoci una protagonista femminile altrettanto “forte” come Eggsy. It’s time.

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Mmh… / 19 Gennaio 2019 in Kingsman: Il cerchio d'oro

Non ci siamo, poteva essere almeno invitante invece non è nemmeno vicno al precedente.
Si lascia guardare ma la trama è più molliccia.
5.

Attenzione agli hamburger / 7 Agosto 2018 in Kingsman: Il cerchio d'oro

Buon seguito di Kingsman, film d’azione ispirato a “James Bond” ma con più ironia e qualche scena splatter.
Eggsy (Taron Edgerton) e i suoi compagni della Kingsman vengono attaccati da una misteriosa organizzazione criminale. I sopravvissuti dovranno chiedere aiuto ai loro omologhi americani, gli Stateman, che nascondono la loro attività sotto la copertura di una distilleria di whisky.
Buon mix tra azione e ironia con qualche scena un po’ splatter (vedi scena tritacarne ma non solo), leggermente al di sotto del primo capitolo.
Oltre a qualche presenza del primo capitolo che non cito, troviamo nuovi personaggi nel cast: Julianne Moore nei panni della perfida Poppy Adams a capo del cartello della droga, Halle Berry, Channing Tatum e Jeff Bridges fanno parte della nuova squadra, gli Stateman. Cameo di Elton John.
Subito dopo i primi titoli di coda, c’è ancora una scena significativa (ma non troppo).

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Lungo e reiterato / 8 Maggio 2018 in Kingsman: Il cerchio d'oro

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il primo film mi aveva inaspettatamente divertita, mentre questo sequel mi ha sfinita. Troppo lungo e troppo reiterato (nei combattimenti, nelle schermaglie, negli inseguimenti).
Le scene di lotta sono realizzate indubbiamente in maniera sopraffina e le coreografie sono davvero spettacolari, ma ho fatto molta fatica a reggere fino alla fine un film che per 140 minuti offre praticamente solo incredibili balletti letali.
La sovrabbondanza di star, poi, è a suo modo svilente, perché non tutti gli attori sembrano adatti al ruolo assegnatogli. La Moore, per esempio, non mi ha convinta affatto nel ruolo di villain (però, che la cosa fosse voluta o meno, sono stata -come posso dire- “compiaciuta” dal fatto che, nonostante i tre non si incontrino contemporaneamente in nessuna scena, lei abbia lavorato con successo sia con Jeff Bridges che con Colin Firth, insomma un bel trip cinefilo). La Berry, poi… Mah.
Ovviamente, il finale lascia presagire un apertissimo terzo capitolo.

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Tanta violenza ma niente sangue / 1 Aprile 2018 in Kingsman: Il cerchio d'oro

Senza preamboli il film inizia con una sequenza eccessiva nella sua spettacolarità. Un utilizzo intensivo della computer grafica applicata anche alla coordinazione della macchina da presa, a seguire i rapidi movimenti dei combattenti, ci pare sin da subito eccessivo anche per un film come questo che rimanda al fumetto. Il problema sta nella bipolarità dell’opera, da una parte abbiamo una tendenza classicista, come nella ricostruzione di alcune scenografie e nell’illuminazione e dall’altra abbiamo una computer grafica, fotografia e caratterizzazione dei personaggi che cerca invece di appiattire tutto a una vignetta. La tendenza a predominare è la seconda ma rimane appesantita dalla scelta estetica di mantenere tutto nell’illusoria verosimiglianza dei canoni classici. Questo è un grave problema nelle scene d’azione che non sono lontanamente credibili. Questa ambivalenza stilistica era stata intrapresa sin dal primo capitolo ma con un geniale compromesso ai fini di sorprendere lo spettatore in un climax di spettacolarità, l’assurdo era anche pretesto per divertire con uno sprezzante umorismo. Tornando all’apertura del secondo capitolo invece osserviamo già un incremento dell’esagerazione e un approccio ad essa più serioso. Ci si chiede sin da subito come il film potrà mai oltrepassare la prima scena d’azione e infatti non ci riuscirà, mantenendo sempre un livello d’attenzione minore al gancio iniziale. A peggiorare la situazione è una trama che segue binari a grandi linee prevedibili, ciò che non dovremmo aspettarci l’abbiamo già visto nella pubblicità. A rendere critica l’apprezzabilità del film sono anche le scelte poco intelligenti e accettabili nei riguardi della linea narrativa di alcuni personaggi: bruciati in partenza, inutili, irritanti nelle loro apparizioni fuori luogo o celebrità dalla dubbia comicità. Discutibile è un’altra scelta che va inspiegabilmente in entrambe le direzioni, semplicemente che c’è una violenza piuttosto consistente ma come in un tripla a americano non c’è il sangue e nessuna divertente censura a sostituirlo. Tolti i liquidi un uomo che viene tritato pare più scomparire per chissà quale magia! Queste facili soluzioni portano più volte ad un visionarietà stereotipata. Sinceramente mi aspettavo di più, perché anche se non si direbbe da questa recensione avevo apprezzato il precedente episodio e credo nelle capacità di Matthew Vaughn ma purtroppo questa occasione è sprecata.

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