Recensione su Cogan - Killing Them Softly

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Soporifero / 13 Giugno 2013 in Cogan - Killing Them Softly

Chissà, forse il titolo allude agli spettatori. La dolce morte del sonno, che deriva dall’estenuante serie di dialoghi piatti. Io dico, se fai un film di questo genere, hai due possibilità; o ci metti della buona azione, o ti metti sulla scia dei Coen o di Tarantino. Sì, perchè fare un’operazione in stile Reservoir Dogs, dove praticamente assisti ad una piece teatrale più che ad un crime movie, è invadere una nicchia difficile, richiede dialoghi spumeggianti, personaggi cazzuti, frasi condite da minchiate pseudo-filosofiche, oltre alla immancabile serie di fucka-fuckin’ (e questo non è difficile). Sentire la pantomima del bolso killer Mickey invece è tristissimo. Quello non è uno ‘sfigato’ che fa spettacolo, è uno sfigato e basta. Il tossicone Russell fa pena per davvero. Il rallenty musicato e ricercato delle uccisioni non ci mette un briciolo di ironia, e allora toh, io mi metto i miei begli occhiali da moralista e te lo considero apologia di omicidio. Brad Pitt è slavatissimo, e il suo pistolotto nichilista finale fa cadere le palle.

1 commento

  1. Salva / 14 Giugno 2017

    Film tipico sulla mala americana quando risponde coi suoi principi da difendere.
    Un potere nel potere.
    Da vedere.

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