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Recensione su Cogan - Killing Them Softly

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Il denominatore comune. / 20 luglio 2014 in Cogan - Killing Them Softly

Dato che L’assassinio di Jesse James…, anni fa, mi aveva fatto addormentare sul divano, non riponevo grosse speranze in questo nuovo lavoro di Dominik. Invece, mi sono dovuta ricredere, trovandomi al cospetto di un noir crepuscolare davvero interessante.
Nonostante alcuni manierismi e compiacimenti, la pellicola è un gangster movie atipico, più un film d’atmosfera che di sostanza propriamente detta, in cui i parallelismi tra il mondo “reale”, quello della malavita (in crisi come qualsiasi altro settore produttivo) e quello della politica statunitense sono ben modulati.

Molto bella la fotografia, degna di nota la colonna sonora e curioso il fatto che, per alcuni versi, vuoi per i delinquenti un po’ pasticcioni, vuoi per le caratterizzazioni fuori dagli schemi, il film mi abbia ricordato in proporzioni disuguali qualcosa di Fincher, dei Coen e di Guy Ritchie.
Curioso, perché Pitt ha lavorato con tutti questi autori.

Spiazzante il cinismo finale, sempre sotteso, ma qui deflagrante.
Inaspettatamente gradevole.

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