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Recensione su Cogan - Killing Them Softly

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5 marzo 2013

Non è un gangster movie e neppure un “killer-movie” – se questo termine può essere esemplificativo di una certa categoria di film. Il personaggio di Brad Pitt è sicuramente ben costruito (un plauso a Pitt che continua a scegliere buoni ruoli), è beffardo e spietato ma non è il perno del film. C’è un buon cast, ben distribuito: James Gandolfini, Sam Shepard, Richard Jenkins, Ray Liotta, ognuno di loro ricopre un ruolo a sè stante, un capitolo di una narrazione tenuta insieme dagli spezzoni dei discorsi politici di presidenti e governatori. L’America presentata in tv è la terra del sogno, la nazione della libertà, il popolo unico dalle origini diverse. Quella del film è un’America triste, drogata, criminale e senza scrupoli. Ottima la fotografia che esalta questo concetto che il regista, Andrew Dominik, aveva già iniziato a spiegare ne L’assassionio di Jesse James, sempre con Brad Pitt. Lo stile freddo e crepuscolare allora invadeva il passato, la storia di una nazione, oggi invece si immerge nel suo presente.
Operazione riuscita, seppur con qualche caduta nel ritmo e qualche maniersmo in eccesso. Il film ha il suo perchè e non passa inosservato.
Lungimirante Pitt che riesce ad essere perfido e cinico in modo molto sottile.
Eccezionale il suo discorso nel finale.

8 commenti

  1. paolodelventosoest / 13 giugno 2013

    Ho fatto una cosa cattivissima, ti ho dovuto revocare l’oscar. Sono spregevole, lo so, ma è tutta colpa di quell’ “eccezionale” con cui definisci il discorso finale di Pitt… Perdonami.

  2. henricho / 13 giugno 2013

    Nessun problema 😉 non mi offendo di certo per questo…Spero che comprenderai che non te lo posso assegnare proprio per lo stesso motivo..a me quella battuta finale è piaciuta un sacco 😉 magari sono un pò nichilista…

  3. paolodelventosoest / 13 giugno 2013

    Consigliami un po’: “L’assassinio di Jesse James…” è sullo stesso stile? Dici che a sto punto lo evito? Perchè quando sento profumo di vecchio west difficilmente resisto…

  4. henricho / 13 giugno 2013

    E’ un western ben fatto secondo me…anomalo nella forma e nei significati rispetto al cinema western classico, molto più cupo, dai ritmi parecchio più lenti…ecco non ci troverai i toni di John Wayne ;-)..se non ti è piaciuto KTS difficilmente apprezzerai L’ADJJ..e se sei un fan del vecchio west potresti storcere il naso…ma per pura curiosità potresti provare…se poi non funziona hai trovato il regista su cui mettere una bella X 😉

  5. paolodelventosoest / 13 giugno 2013

    Ok grazie! Tornando al film, e provando a rielaborare un po’ quello che ho visto: mi è rimasta piacevolmente impressa la scena dei due sfigati che tengono sotto scacco la bisca, una buona sequenza, calma eppure insitamente adrenalinica.
    Però, il piglio autoritario e un po’ schizzato di Frankie si scioglie poi come un gelato ad agosto nelle scene con il “cattivo” Pitt. Io nei personaggi cerco sempre un minimo di coerenza.
    Ecco, il tossicone è più coerente, e la scena del dialogo sotto trip è piuttosto efficace; però come dire mi puzza di realismo, a me i registi che cercano troppo il compromesso con la realtà non vanno troppo a genio. Vedasi anche il pestaggio di Markie; io non dico che mi aspetto i “thud!” e i “sock!” dei fumetti, nè il suono della bistecca alla Bud Spencer per i cazzotti, ma la violenza nello schermo secondo me deve essere in qualche modo mediata dal linguaggio cinematografico.

  6. paolodelventosoest / 13 giugno 2013

    @admin che significa “Il tuo commento è in attesa di moderazione”???

    • Stefania / 13 giugno 2013

      Significa che contiene “qualcosa” (es. doppio link, tag multipli, trivialità o parole che “contengono” trivialità, ecc.) che ha “spostato” automaticamente il link in moderazione: se ne occupa in automatico il sistema, ma per sbloccarlo occorre un nostro intervento. Credo che il tuo commento sia stato moderato dal sistema per via del sinonimo di “sberle” che hai usato 😉

  7. henricho / 13 giugno 2013

    Diciamo che, secondo me, dipende dalle situazioni…il realismo al cinema non mi disturba..il regista che descrive una situazione con quanta più aderenza al reale possibile mi piace..poi è chiaro che ci deve essere un equilibrio..Greengrass per esempio ha dei nobili intenti ma Bloody Sunday in certi passaggi fa venire il mal di testa per come è girato..
    Poi c’è il discorso dell’utilizzo della violenza in maniera simbolica…per cui l’esagerazione o l’effetto visivo calcato sono funzionali a sostenere un altro messaggio…in certi casi lo apprezzo..in altri non mi piace…ma questo è il mio punto di vista.
    Dominik secondo sa attualizzare bene i generi…il western non è il western canonico e il thirller non è il solito film..non ne escono film banali alla fin fine…

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