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Recensione su Kill Me Please

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21 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Per capire la cifra stilistica della recente cinematografia belga (cosa che sono certo anche voi come me ritenete indispensabile, non c’è bisogno che concordiate U_U) i film di riferimento sono Il cameraman e l’assassino (C’est arrivé près de chez vous) e vi direi anche il più recente Vampires.
C’è una sorta di venatura di umorismo grottesco e sanguinolento e nero che è specificamente belga, e avendoci vissuto ho deciso che sono certo derivi dal loro piatto paese piovoso, ce l’hanno nel DNA ecco. Quel che sto cercando di dire è che, mumble, non puoi fare un film così altrove, ecco. In Italia un film così è fuori dall’immaginazione.
In un rigoroso bianco e nero, il dottor Kruger gestisce una clinica sovvenzionata dallo stato dove si da assistenza e qualche goccia di veleno alle persone che vogliono morire. La clinica è al riparo da sguardi indiscreti nel pieno della campagna belga (e vi assicuro che è temibile anche quella, provate a guardare Calvaire O_O io son terrorizzato dalla campagna belga, o non c’è niente o infiniti alberi diritti e alti, senza il sottobosco) e accoglie i più disparati clienti. C’è il regista famoso depresso, la cantante lirica che più non può cantare, la star americana ecc. Disparati ed eccentrici, perché ovviamente sono uno più schizzato dell’altro, a partire dall’attore belga di riferimento di questi anni, che è Bouli Lanners (quello di Louise Michel, per intendersi, che quando ero a Liegi era venuto a fare un seminario con la mia classe), maniaco nell’aggiustarsi il ciuffo. La clinica aiuta anche ad esaudire l’ultimo desiderio dei wannabe morti, la scena del tizio a cui vien portata la prostituta per morire scopando è da yum e anche un po’ sbav U_U
Il problema è che la gente dei dintorni non è tanto contenta, e passa in breve alle maniere forti, assaltando la clinica a colpi di fucile. Tipo quando i villici attaccano il castello del Conte Dracula, uguale. Insomma, battaglia finale a eliminazione, moriranno quasi tutti (il che non è un enorme problema perché tanto per quello si era lì).
In questo genere di film c’è sempre la tendenza a vedere chissà quale sotterranea critica sociale ecc. In realtà opino che siano molte di più le interpretazioni che ne vengono date a posteriori di quelle che vengono immesse volontariamente nel film (esattamente come negli altri citati prima). La società è violenta e reprime questa violenza con modalità che la portano inevitabilmente verso qualche sorta di sfogo esplosivo e irreversibile, che esso sia la decisione dei pazienti di farla finita oppure l’intolleranza dei paesani verso il pur simpatico e deontologicamente in sella dottor Kruger.
Questa è pura belgicità ^^

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