17 Recensioni su

Kill Bill Vol. 1

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In sintesi. / 17 Febbraio 2020 in Kill Bill Vol. 1

In sintesi Kill Bill è la storia di una che si è lasciata il passato alle spalle. E quando questo suo passato ritorna prepotentemente impedendole di vivere il proprio presente, a lei non resta altro che massacrarlo. Una bella metafora, insomma.

Quentin Paladino / 7 Agosto 2019 in Kill Bill Vol. 1

Tributi e omaggi si mescolano in questa apologia al western, al chanbara, agli anime e ai film d’azione. L’incontro tra oriente e occidente sfiora uno stile parodistico, senza mai toccarlo per davvero, perché al carattere grottesco vengono affiancati elementi impeccabili che donano un’armonia al film in tutti i suoi aspetti e ne innalzano lo stile. Regia, sceneggiatura, colonna sonora e recitazione mantengono alto il livello per tutta la durata della pellicola, raggiungendo quell’equilibrio che permette a Tarantino di rischiare e strafare. Perché, Quentin ha esagerato? Decisamente, ed è proprio questo il suo merito. Se molti film possono essere etichettati come “vorrei ma non posso”, dobbiamo riconoscere a Tarantino la bravura e il coraggio per aver sovvertito tutto con un “potrei ma non voglio”, sacrificando un esito certo per dimostrare che il kitsch e la vecchia scuola possono ancora affascinare. Tarantino ha deciso di immolarsi per i film di serie B, mettendo al loro servizio le capacità di un regista (e non solo) di serie A.
Kill Bill è l’emarginato che riesce ad avere la sua rivalsa, è il brutto anatroccolo, la racchia della scuola che riesce a diventare reginetta del ballo. Quentin Tarantino si dimostra, in quest’ottica, il paladino dei messi da parte e un signore del cinema d’intrattenimento.

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Dell’arte della guerra. / 13 Agosto 2017 in Kill Bill Vol. 1

Tarantino dirige questo film quasi come una danza corale, laddove il movimento di tutti corrisponde in realtà al movimento del singolo. Esemplare per questo film è lo pseudonimo della “Sposa”: Arlene Machiavelli. Proprio come il sommo Niccolò nel “Dell’arte della guerra”, Tarantino ritiene che tra i guerrieri viga un rispetto al di fuori di qualsiasi logica di interesse personale, vincolato ad un etica della disciplina che solo in guerra trova luogo di esistere. Uma Thurman è immensa, regala un’interpretazione mai banale o sottotono, costantemente in tensione e carica di pathos. La regia, a mio avviso, è forse la migliore di Tarantino, che si diverte e diverte, “crashzoomando” e citando anime e Oriente in ogni fotogramma di pellicola. Kill Bill è davvero la vendetta della “preda contro il branco”.

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La samurai col naso da papero / 6 Ottobre 2016 in Kill Bill Vol. 1

Avete presente la sensazione di essere l’unico al mondo a non aver visto un certo film? Bene, questa era fino a ieri la mia “vergognosa” condizione nei confronti di questo celeberrimo revenge-movie al femminile tutto kung-fu, katana e stivali texani. Uma Thurman è monumentale, non c’è proprio nulla da eccepire, semplicemente perfetta nel ruolo della Sposa imbrattata di sangue, col suo vago strabismo e quel naso da papero. Coreografie wuxia all’altezza dei più navigati maestri orientali (ok un po’ più “sporche”, ma ci sta), i soliti ettolitri di sangue e quel gusto per l’humour macabro, Tarantino si crogiola nelle sue fissazioni per arti marziali, citazioni di film, soul music, Morricone, sangue a fontanella, piedi femminili etc. e ne viene fuori un patchwork davvero irresistibile.

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Riflessioni su Kill Bill Vol. 1 / 8 Gennaio 2016 in Kill Bill Vol. 1

Che si può dire… Uma più sexy che mai fa a fettine miriadi di giapponesi. Lucy Liu con quei lineamenti delicatissimi più crudele della signorina Trinciabue. Direttamente da Battle Royale la sadica ma altrettanto bella Chiaki Kuriyama. Cioè, tutte ste donne che si picchiano nel sangue… E’ il sogno proibito di Tarantino! Da non perdere!

Equilibrio perfetto / 17 Agosto 2015 in Kill Bill Vol. 1

Di fronte a un capolavoro come questo non ci sono molte parole da dire. Ogni singolo episodio del film si stacca perfettamente dagli altri e si incide per sempre nella memoria, in un equilibrio perfetto, anche se meno stimolante per complessità di Pulp Fiction. Se proprio si vuole muovere un appunto, mi pare che il duello con O-Ren suoni una nota leggermente troppo solenne, che stona dopo il vero culmine epico del film, lo scontro con i Crazy 88. Ma questo non toglie nulla alla valutazione complessiva.

Vorrei ricordare un episodio avvenuto durante la proiezione del film, tanti anni fa (era il dicembre 2003). Prima che le luci si spegnessero, avevo notato due signore molto anziane e distinte prendere posto non lontano da me. Scorrono i titoli di testa; le signore assistono placidamente. Prima scena: Bill spara un colpo in testa alla Sposa; le signore si agitano e si sente un «Oh!» soffocato. I dialoghi del film inclinano verso il turpiloquio; le signore, più distintamente di prima: «Beh, ma senti un po’!». Infine, dopo circa un quarto d’ora, un attimo dopo che la Sposa ha ammazzato Vernita Green sotto gli occhi della sua bambina, un’esclamazione costernata: «MA QUESTO NON È IL NOSTRO FILM!». Si consultano, una esce dalla sala a controllare, ritorna: no, conferma, effettivamente non è il film che erano venute a vedere…

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Dov’è Bill ? / 12 Maggio 2015 in Kill Bill Vol. 1

Premessa obbligatoria : per me Kill Bill è un opera unica e non la intendo divisa in due parti quindi il voto e la recensione vale sia per il volume 1 ma anche per il secondo volume.
In questo film Tarantino riesce ad eguagliare il successo di Pulp Fiction, il buon Quentin mette in questo film parecchi stili e generi diversi tra di loro mescola il tutto… ed il risultato è un capolavoro di emozioni e scene memorabili.

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Il policromatico sguardo al cinema di Tarantino. / 8 Marzo 2015 in Kill Bill Vol. 1

Per quanto abbia apprezzato (e tanto) i suoi due ultimi lavori, Tarantino, nella prima parte del suo quarto film, dimostra, rispetto appunto ai citati, di meritarsi il titolo di multiforme nume in grado di riunire più generi cinematografici ( e non solo ) e ad amalgamarli con tale destrezza, da riuscire ad estrapolarne per intero le matrici.
Sin dai primi minuti si viene proiettati in una sorta di dimensione onirica, caratterizzata da un mini piano sequenza in grado di delineare i primi tratti dell’opera, con inquadrature ordinate, accorte, che delimitano gli spazi, tracciando i confini dello sguardo, chiamato a più riprese ad osservare, e non solo a vedere.
I dialoghi verbosi, abbondanti, marchio di fabbrica del regista, non mancano, ma alla loro natura prolissa gli viene preferita una leziosità tipica dell’oratore esperto, e quindi si assiste a dei veri virtuosismi della parola, che fagocita la stessa violenza, sempre ridicolizzata, e portata agli estremi dei suoi patemi.
Tarantino spazia su ogni tema, e nell’animazione, che sa di metacinema, riesce a far collimare i più generi non estraniandoli, ma dando ad ognuno un’identità, e un tratto distintivo, capace di percorrere i sentieri della riconoscibilità, e del distinguibile.
Così, pur nella linearità della storia, che parte dal semplice presupposto della vendetta, si possono scorgere più occhi, più voci, chiari rimandi ad aspettative ed inclinazioni che hanno ricamato le trame di altre pellicole.
Però vi da sottolineare, oltre la bravura del regista, e dei suoi attori comprimari, l’immensa interpretazione della Thurman, in grado di sfaldare il binomio amore-morte, donando bellezza e dignità alla sua dorata immagine.

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30 Aprile 2014 in Kill Bill Vol. 1

Ammetto che la mia conoscenza riguardo la filmografia di Quentin Tarantino è abbastanza limitata e quindi mi è sembrata cosa buona e giusta recuperare tutte le sue pellicole. Così, dopo essermi gustato “Pulp Fiction” non ho esitato a fiondarmi sul dittico “Kil Bill” e devo dire che ne sono uscito alquanto sorpreso.

Per quanto riguarda il primo episodio devo ammettere che mi ha veramente gasato. Più che guardare un fim è come giocare ad un videogioco in cui ci si scontra con nemici sempre più cazzuti e forti, fino ad arrivare al boss finale, Moltissima azione, molto sangue che scorre, personaggi follemente carismatici ( la “sposa/black mamba” Uma Thurman, Lucy Liu nel ruolo di una sadica femme fatale boss della malavita giapponese, l’esercito degli 88 folli e così via) e un bel minestrone di generi diversi secondo la lezione tarantiniana , che include anche una parte disegnata in pieno stile anime. A proposito, sapete dove posso trovare una spada Hanzo? 😛

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13 Marzo 2014 in Kill Bill Vol. 1

Una parola : Capolavoro.
Un mix di generi che non stona proprio mai.
La collaborazione tra Quentin e Uma risulta anche questa volta perfetta.
Tutti i personaggi hanno un passato ben delineato e sono così a tutto tondo.
Spettacolare.

Sono la pietà, la compassione e il perdono che mi mancano… non la razionalità. / 8 Ottobre 2013 in Kill Bill Vol. 1

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

“No bimba, in questo momento sono proprio io, all’apice del mio masochismo”

Quarto film di Quentin Tarantino (quinto se si considera anche l’episodio di Four Rooms), sicuramente uno dei più divertenti e violenti da lui girati.
In questa pellicola si vede molto chiaramente l’influenza dei film d’exploitation nella carriera del regista americano.
Kill Bill, thriller un po’ simile ai vuxiapian, un po’ splatter e molto pulp, è un’opera che ha più valore nella sua interezza e, diventa agli occhi dello spettatore sempre maggiormente attraente e spettacolare…man mano che il tempo passa…fino a raggiungere l’apice.
Vero è che Tarantino è molto amato e gettonato dalla massa ed è vero anche che i suoi film non hanno un genere preciso. Cioè, affronta diversi generi ma è come se ne affrontasse uno solo.
Detto questo, non ditemi che ai fan di film d’arti marziali non sia piaciuto Kill Bill: è un’utopia solo pensarlo.
Come Grindhouse sarà piaciuto agli appassionati di motori, così Kill Bill per i fan delle arti marziali.
Ciò che cerco di dirvi è che Tarantino è tutto men che ripetitivo. I suoi film piacciono perché sono belli…credo che fondamentalmente il concetto, seppur estremamente semplice, sia questo.
Queste recensione contiene spoiler come mi ha fatto notare il buon michidark (che ringrazio). Non gravi però ci sono. 😉

In generale ho detto cos’è Kill Bill: un’agghiacciante, divertentissima e sanguinosissima storia di vendetta.
Lo spettacolo fa da padrone a questa pellicole che, comunque, è sublime e molto elegante grazie ai dettagli e ai particolari.
Sono i dettagli a rendere Kill Bill ciò che è: un grande film.
La storia è piuttosto semplice (anche se non banale) ma il modo in cui è sviluppata, signori, è stratosferico ! I personaggi sono caratterizzati perfettamente, scritti in maniera straordinaria…hanno tutti una propria filosofia…di qualsiasi tipo essa sia; non esiste l’ordine cronologico in quanto i pezzi che compongono la storia sono sparsi nei due volumi. Ciononostante, penso che la trama sia piuttosto semplice da capire e non richiede un’attenzione esagerata…il resto dei pensieri si possono concentrare sui dettagli nelle scene che, veramente, sono fantastici. La protagonista è una sposa che vuole vendicarsi uccidendo tutti i membri della squadra di criminali di cui faceva parte. La squadra era capeggiata da Bill (David Carradine) che le ha ammazzato il marito…o meglio…la cerimonia ancora doveva avere inizio ma stavano per sposarsi. Bill è stato il fautore della strage avvenuta nella cappella dove si stavano tenendo le prove dello sposalizio.
Tutti morti, invitati compresi, ma la sposa era sopravvissuta.
Così, dopo quattro anni di coma, si sveglia e decide di far fuori uno ad uno tutti i membri della squadra di cui faceva parte.
Bill, dunque, voleva uccidere la sposa perché aveva deciso di cambiare vita dopo aver scoperto che era incinta.
Così, Bill la trova e la spara, nonostante sia incinta. Non riesce ad ucciderla, fallisce…e non la uccide neanche mentre è in coma perché gli sembrava disonorevole. In realtà, i rapporti tra Bill e la sposa (il cui nome lo rivelerò nella recensione del secondo volume…in quanto il nome stesso è rivelato nel secondo film…è ogni volta coperto da un bip…probabile omaggio a Sergio Leone, i suoi film avevano protagonisti i cui nomi non venivano mai rivelati) sono molto più profondi…di questo rapporto parlerò nell’altra recensione.
Interessante è il modo in cui il personaggio di Uma Thurman si sveglia dal coma…praticamente è il morso di una zanzara che la fa svegliare.
Comunque, al risveglio, si ritrova a che fare con un maniaco sessuale (tipo necrofilo) e, così, subito entra in azione pur avendo le gambe impossibilitate a muoversi.
I cinque punti forti del film secondo me sono:
1) Lo spettacolo e le scene d’azione
2) la vendetta
3) I personaggi
4) La musica
5) Le uccisioni, le spade, le arti marziali e dettagli vari

Nel primo volume, subito Tarantino ci fa capire che questa è solo una storia di vendetta…è il divertimento viene solo con il modo in cui sono sviluppate le sequenze (basti pensare che c’è un’intera lunga sequenza fatta con lo stile dei manga…è fatta in maniera superba e rende benissimo), non è la trama stessa ad essere il punto forte…anche se ci sembra che è così.
Il film è tecnicamente perfetto e girato in modo straordinario ma soprattutto è il montaggio delle scene ad essere favoloso !

“Quella donna merita la sua vendetta…e noi meritiamo di morire”

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Superbo!!!! / 23 Marzo 2013 in Kill Bill Vol. 1

Il 4° film di tarantino è un grande capolavoro del genere!!! mescola arti marziali, sangue, e vendetta in un’aria vagamente anni ’70, miscelando anime, scene a colori e B/N con un montaggio superbo, che lascia un senso di poesia in uno dei suoi film più riusciti… la storia è stupenda e superbamente recitata! Uma Thurman è una sposa davvero elegante e cazzuta allo stesso tempo, e la scena di lotta al ristorante con la banda di O-Ren Ishii e in seguito con Gogo??? assolutamente geniale! Adoro questo film!

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Black Mamba!!! / 27 Gennaio 2012 in Kill Bill Vol. 1

MITICO!!!
Dopo Pulp Fiction Kill Bill è eccezionale.
A chi da fastidio un po’ di sangue non è certo molto adatto ma è veramente favoloso.
La parte poi animata del suo passato è bellissima.
Peccato che sia solo la prima parte e che la seconda sia un po’ più scadente ma la prima è unica!!!
Vedere!!! Vedere!!! Vedere!!!

27 Gennaio 2012 in Kill Bill Vol. 1

Mi è piaciuto moltissimo, anche se ammetto che non a tutti potrebbe piacere anche per l’esagerazione (voluta) di sangue e teste mozzate (non solo).
Stupenda la musica che accompagna ogni scena, ottimi i combattimenti (anche se un pò sottotono l’ultimo tra la Thurman e la Liu) specie quello tra Black Mamba e la giapponesina guardia del corpo di Lucy Liu (non so scrivere il nome del personaggio del film). Geniale l’idea di raccontare l’infanzia della Liu con gli anime giapponesi.
In sostanza un gran bel film e adesso aspetto con ansia il Volume 2 (non mi è piaciuta molto l’idea di dividerlo in due).
Non so collocarlo in una graduatoria dei film di Tarantino (li ho visti tutti, anche l’episodio di “Four rooms”) perchè mi son piaciuti tutti (anche se per motivi diversi).

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9 Gennaio 2012 in Kill Bill Vol. 1

Non sono una fan di Tarantino ma questo è un film che merita. Forse nelle scene più “pulp” o splatter qualcuno potrebbe storcere il naso. Ma fanno pare del gioco e il film non sarebbe la stessa cosa senza. Quando c’è il genio e la bravura, anche un combattimento all’ultimo sangue può apparire un’opera d’arte. Uma Thurman perfetta e “micidiale” nel ruolo della protagonista.

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Pulp, modern, samurai, western!! / 8 Gennaio 2012 in Kill Bill Vol. 1

Ah, pulp è pulp. Anche se stavolta non ce l’ha nel titolo. Affettamenti, dialoghi geniali e serrati, scene al limite della follia visionaria, personaggi stereotipati. Il pulp c’è!! Modern: dei giorni nostri, luci, colori, moto scintillanti. Samurai: il vecchio fabbricante di spade katana, il maestro pazzo come una scimmia urlatrice e crudele come una sorella di Cenerentola, duelli, sbudellamenti, sangue che fa da tappezzeria al set. Molto samurai. Western: le atmosfere, la polvere, il pastone che ti lasciano in bocca certe scene, il silenzio e le musiche che parlano più delle immagini. Insomma, un capolavoro senza discussioni. Impareggiabile. Una trama piacevole (come il sapore della vendetta!!), sostenuta da una ragia al di là dell’umana bravura. In un’altra parola: “Tarantino”. Poi ci sarebbero l’ordine cronologico, la scena cartoon, la fotografia magistrale, la colonna sonora da brivido…ah, e c’è anche Uma Thurman, quindi…
PS: vale per il Vol. 1 e 2. Li considero il medesimo film. Soltanto diviso a metà.

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16 Aprile 2011 in Kill Bill Vol. 1

Il solito capolavoro di Quentin Tarantino, che trasforma il tema della vendetta in un cult per appassionati di arti marziali e non. Sangue, katane e belle donne. Citazioni ovunque di film all’italiana, sia horror che western. Abito e ambientazione finale tratte da un noto film di Bruce Lee.

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