Recensione su Katyn

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24 marzo 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il regista, Andrzej Wajda, è lo stesso de I dannati di Varsavia. Altro ottimo film, in cui gli ebrei cercavano di sfuggire ai rastrellamenti nel ghetto di Varsavia dalle fogne, e sopra i nazisti che gli tiravano le bombe a mano dai tombini.

Partiamo dal presupposto che la moglie del generale è palesemente un transessuale. Presupposto che non ci serve, ma impossibile da circumnavigare.
Film sul massacro di Katyn compiuto dai sovietici nel 1940.
Con ordine.
Russia e Germania invadono la Polonia nel ’39 (dopo il Patto Molotov-Ribbentrop blabla), e se la spartiscono come il pane e Nutella. I russi imprigionano l’esercito sconfitto e decidono (si capirà in seguito che “Beria e Stalin decidono”) che amputarlo del corpo ufficiali sarebbe veramente un’idea superfiga. Una cifra variabile, tra le 12000 e le 25000 persone, vengono uccise con un colpo alla testa (usando sembra pistole del tutto simili a questa, di produzione tedesca) e gettate in fosse comuni, le più grandi nei pressi della foresta di Katyn.
Quando i nazisti occuperanno l’intera Polonia (capirete che in Polonia non ci si annoiava mai), mentre, dopo la rottura del Patto, vanno in gita e in braghe corte ad invadere la Russia, nel ’41, scopriranno le fosse comuni, dando ampia pubblicità alla cosa. Tutto fa brodo, e la carne morta soprattutto, se mi si passa l’espressione.
Ma non è finita. Quando i russi (dopo il ’45) torneranno in Polonia, ecco, scopriranno a loro volta di nuovo le fosse comuni, incolpando i nazisti (i quali, poverelli, di tutte le atrocità era l’unica che non avevano fatto). Insomma, le aprivano e chiudevano come si fa con la pentola per vedere se finalmente l’acqua bolle.
La verità sulle responsabilità della strage, nonostante fossero palesi (i cadaveri degli ufficiali polacchi avevano uniformi invernali, i russi erano arrivati nell’inverno del ’39, mentre i tedeschi erano arrivati nell’estate del ’41, ecc) rimase incerta, e inconfessata, fin dopo la caduta del Muro di Berlino.
Ho già detto che la moglie del generale è un transessuale? Ah, sì.
Ho capito perché la solita amica di Rifondazione non è voluta venire. Il film è più che crudo. Ammazzare 12000 persone con un colpo di pistola nella nuca… a voler essere profani ci si impiega un pacco di tempo. Nel film non si mostrano tutte le esecuzioni ma una buona trentina sì. BANG. Che poi i nazisti almeno erano metodici, si erano costruiti ed organizzata un’industria della morte in puro stile fordista per i loro genocidi. BANG. Qui invece li si ammazza a mano, uno per uno. Che mestiere è? Ci sono state persone che hanno passato giorni e giorni e giorni a infilare (BANG) proiettili nella testa di altre persone… Poi si fa un camion, o tanti, li si mette in un fosso e ci si passa una ruspata di terra sopra.
Tanto la gente vuole andare a vedere i film allegri, no? BANG!

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