Recensione su I dannati di Varsavia

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La rivolta di Varsavia del ’44 / 14 Gennaio 2017 in I dannati di Varsavia

Wajda racconta gli ultimi giorni della fallimentare rivolta di Varsavia dell’agosto-settembre del ’44, nata per liberare la capitale polacca dai tedeschi prima che lo facessero i sovietici, ma che non andò a buon fine anche a causa del mancato intervento dell’Armata rossa, attestatasi al di là della Vistola a causa di una controffensiva della Wehrmacht.
Il film è nettamente diviso in due parti: la prima è ambientata tra le macerie di una città devastata dai combattimenti. Il lungo piano sequenza iniziale, nel quale vengono presentati i membri della compagnia del tenente Zadra, mostra gli uomini che raggiungono le posizioni prima dell’ennesimo combattimento contro i meglio equipaggiati tedeschi, che possono contare sui carri armati e la copertura aerea.
La seconda parte è invece quasi interamente ambientata nelle fogne, unica via di fuga percorribile da un esercito di resistenza ormai demoralizzato per la sconfitta che si profila imminente.
Vincitore del Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes, il film si richiama, per stile e contenuti, al neorealismo italiano.

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