Recensione su Jumanji

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Mitico Robin Williams / 29 Dicembre 2016 in Jumanji

Un vero e proprio classico della mia infanzia che ho avuto occasione di rivedere dopo davvero tantissimi anni. Che dire, non è il capolavoro che ricordavo, ma è molto piacevole e l’effetto “feelings” è forte. Ma parliamo della trama: nel 1969 nel New Hampshire, Alan Parrish, figlio di un importante industriale della calzatura, con cui non sembra avere un rapporto perfetto, trova in uno scavo il misterioso gioco Jumanji. Dopo un litigio col padre, fa per andarsene di casa, ma la sua amica Sarah viene a trovarlo. Involontariamente i due iniziano una partita e presto si rendono conto che il gioco è tutt’altro che normale. Appaiono dei pipistrelli nel turno di Sarah e Alan viene bloccato nella giungla. Lei, terrorizzata, scappa. 26 anni dopo la casa viene acquistata dalla zia di due bambini che hanno perso i genitori (Judy e Peter, rispettivamente interpretati da Kirsten Dunst, giovanissima e da Bradley Pierce, che, come capita a diversi giovani attori, non ha avuto la carriera invece della Dunst). Anche loro dopo uno strano avvistamento si imbattono nel gioco e continuano di fatto la partita di 26 anni fa, liberando, tra una peripezia e l’altra, Alan (Robin Williams). Dopo tutto questo tempo finalmente è libero, ma la sua felicità si smorza presto dopo aver constato che la sua città è andata in rovina e che i suoi non ci sono più. Alan sa che l’unico modo per chiudere tutto è finire la partita, ma per farlo avrà bisogno di trovare l’altra giocatrice, Sarah (Bonnie Hunt). Tra apparizioni di animali e piante pericolose di ogni tipo, vari cataclismi e un cacciatore stile coloniale (Jonathan Hyde), ne vedremo di tutti i colori. Come dicevo all’inizio, il film non è esente da difetti, in effetti la trama è molto raffazzonata e tenuta viva giusto dalle numerose trovate e vari effetti disastrosi/comici e soprattutto, va detto, dalla bravura di Robin Williams, che è veramente quello che tira avanti la baracca. Anche gli effetti in CGI non sono esattamente perfetti, va bene che era il 1995, ma si era già visto molo di meglio. Tuttavia, come dicevo sempre in apertura, i bei ricordi legati a questo film mi spingono sicuramente a dare un giudizio più che positivo, anche perché di fatto comunque è divertente e con uno degli attori più simpatici (e non solo ovviamente) di sempre.

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