Recensione su Joker

/ 20198.3194 voti

Non un Supercattivo ma un Superumano. (Mini-Spoiler) / 6 Ottobre 2019 in Joker

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Mi dilungherò poco sulla parte tecnica.
Regia cristallina. Fotografia perfetta che oscilla tra il caldo e il freddo a seconda della situazione.
Colonna sonora da brividi. Scenografia e trucco? neanche a parlarne.
La sceneggiatura fa da perno e non tentenna neanche per un secondo.
Cosa dire sull’interpretazione di Phoenix che non sia già stato detto? Phoenix non ha interpretato Joker, Phoenix E’ Joker.
Tanti riferimenti a Taxi Driver, Re per Una Notte e Il Cavaliere Oscuro.
Unica piccola pecca, se cosi la si può chiamare, forse il finale un po prevedibile, o forse più che prevedibile diciamo che avrei preferito altro, qualcosa più consacrante.
Per quanto riguarda il paragone con il Joker di Heath Ledger ( interpretazione magistrale, chiariamolo subito) c’è da dire che ho apprezzato di più quello di Phoenix per il semplice fatto che le sue azioni hanno una motivazione, mentre nel cavaliere oscuro non viene mai chiarito quale sia il motivo che lo spingesse a compiere atti folli. Non se sia stato fatto apposta per rendere il personaggio ancora più oscuro, fatto sta che nel Joker di Phoenix c’è più umanità, si crea più empatia e le azioni che compie sono quasi giustificate.
Detto ciò sono due mostri sacri, entrambi da Oscar.

– Per apprezzare Joker bisogna aver sofferto – Josh Brolin.

Mai parole furono più azzeccate, e credo che tutti noi, almeno una volta volta nella vita abbiamo passato dei momenti bui, chi più chi meno, ovvio, e Joker è la conferma che se si realizza un qualcosa con l’idea di creare valore aggiunto, un film non è MAI solo un film. Cosa ha mosso Todd Phillips a voler rivoluzionare, con coraggio, il concetto di Cinecomic e ancor di più un format vincente economicamente? Credo che la risposta a questa domanda sia il chiave per il miglioramento dell’uomo, umanamente e psicologicamente parlando.
Questa pellicola è stata apprezzata cosi tanto proprio perché è andata a toccare delle note dolenti che tutti noi, chi per un motivo, chi per un altro, ci portiamo dentro.

Se questa è la nuova frontiera dei film sui supereroi, ben venga. Il miglior Cinecomic mai visto e uno dei film più belli degli ultimi dieci anni.
Già che ci sono faccio una confessione: odio tutti gli Avengers, dal primo all’ultimo, li detesto, sono perfettamente d’accordo con la critica di Scorsese, non fosse per i belloni che li interpretano e gli effetti speciali non li vedrebbe nessuno, sono solo fuffa, il cinema è altro. OHHH, finalmente mi sono tolto questo dente.

Arthur Fleck è un giusto in un mondo sbagliato, è un’anima pura in un mucchio di sagome identiche.
E Joker è l’evoluzione di Arthur, è il prodotto di quella società violenta, meschina e alienante di cui facciamo parte, purtroppo.
Joker è stato creato da Arthur giorno dopo giorno, abuso dopo abuso, violenza dopo violenza per sopravvivere.
Darwin ragazzi, evoluzione della specie, il più forte sopravvive, il più debole soccombe.
Joker è sopravvissuto, Arthur è morto.

Un uomo che è stato preso a calci nello stomaco da quando è nato e il paradosso che lo rende affascinante è che nonostante tutto ciò lui è un buono, ha amore da dare, il suo sogno è far sorridere le persone.
Forse aveva ragione James McAvoy in Split:
– Chi ha sofferto è più evoluto -.

Questa pellicola mi ha spezzato il cuore, sono sincero.
Ho provato una stretta allo stomaco già a inizio film, quando cerca di far sorridere una bambina sulla metro, facendogli bubù-settete e beccandosi il rimprovero della madre della bimba.
Ho provato ammirazione quando ha scelto di attirare le ire dei tre ubriachi su di se per aiutare la ragazza che stava subendo molestie.

A pellicola finita mi sentivo nudo, avrei voluto abbracciare chiunque e chiedergli se andava tutto bene. E credo anche gli altri in sala, viste la facce dopo che avevano acceso le luci.
Un ‘opera di sensibilizzazione intelligente ed elegante.
Tutti noi possiamo essere Arthur e tutti noi possiamo essere Joker, perché l’unica cosa che ci separa dalla follia è “Solo una brutta giornata”.

Ecco la potenza di un buon film.

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