Recensione su Joker

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”Buonanotte e ricordate… Questa è la vita!” / 5 Ottobre 2019 in Joker

Il Leone d’oro a Venezia approda al cinema, e il suo è un ruggito il cui fragore cupo rimbomba di classe e potenza.
Inutile soffermarsi su un certo tipo di critica che ha definito la pellicola ”pericolosa”, vuota , o finalizzata a un pleonastico virtuosismo, perché tutto suona assurdo, in virtù di un’opera che ha saputo minare le fondamenta del cinema supereroistico, senza però attingere da esso che un flebile riflesso del suo costrutto.
Perché se si parla di Joker, della pellicola diretta da Todd Phillips, non si può certo parlare di semplice adattamento, ma di una muta, di una livrea che ricopre utilizzando la matrice del fumetto, una realtà, che nell’artificio di una Gotham degli anni ’80, si dipana in tutta la sua durezza.
Ma vi è di più oltre la critica sociale, oltre la denuncia di un sistema che abbandona il diverso. Vi è innanzitutto una pellicola che ha tempi narrativi precisi, che si riverberano in micro sfaccettature emotive, capaci di racchiudere attraverso inquadrature accorte e intimi primi piani, l’epopea del pagliaccio e la sua ascesa criminale.
Un Joker che trova nell’intensa interpretazione di Joaquin Phoenix la sua dimensione più viva, e di conseguenza reale, non sovrapponendosi, in tal modo, ai suoi illustri predecessori, che hanno maggiormente attinto ( chi più e chi meno ) dal fumetto.
Un Phoenix stilisticamente ed emotivamente audace, fenomenale nel costruire il personaggio, per poi, nel corso del film distruggerlo, e lentamente ricostruirlo. Una pregevole prova attoriale per quello che è a conti fatti uno dei migliori attori in circolazione.
Da lodare, infine, le folgoranti carrellate e la predominante fotografia, che accentua con i suoi ampi sguardi e la sua alternanza tra toni caldi e freddi, l’emarginazione del protagonista, come a volerlo decontestualizzare, almeno fino all’acme della sua evoluzione, dall’ambiente che lo circonda.

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