Recensione su John Wick

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Perfette coreografie / 22 Settembre 2019 in John Wick

Qualcuno si è dato la pena di contarle: sono 77 le vittime di John Wick in questo film. Ogni uccisione è perfettamente coreografata, secondo i canoni di un’estetica indubbiamente peculiare ma anche efficace, uno dei punti di forza del film. La dismisura del kill count, però, va in qualche modo corretta, come a segnalare che sì, l’autore è ben consapevole dell’irrealtà della storia. Come in altri casi, per esempio nei film di James Bond, il correttivo scelto è l’ironia: si vedano la conversazione surreale col poliziotto sulla soglia di casa, o la strana ditta delle pulizie, o l’ineffabile conçierge dell’ambiguo hotel Continental (una realtà di cui lo spettatore vorrebbe sapere di più). A differenza di 007, però, l’ironia rimane sottile e non pervasiva; Wick non è mai fatuo né prono agli stravizi come spesso è Bond, ma rimane serio, con un suo codice d’onore (l’esitazione di fronte all’obiettivo inerme, l’atteggiamento nei confronti di Ms Perkins) e una ferrea determinazione, imposta del resto dallo spunto tragico che dà avvio alla vicenda.
Questo personaggio memorabile sembra cucito su misura per Keanu Reeves; Alfie Allen è un azzeccatissima scelta per la sua preda. Non vedo l’ora di vedere i due seguiti.

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