2012

John Carter

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John Carter
John Carter

Ispirato ad un ciclo di romanzi di Edgar Rice Burroughs. John Carter è un soldato reduce dalla Guerra Civile Americana che, misteriosamente, si ritrova sul pianeta Marte che, contrariamente a quanto viene comunemente pensato, è ricoperto da una lussureggiante vegetazione ed abitato da gigantesche creature che presto lo imprigionano. In fuga, John incontra la principessa Dejah, in cerca d'aiuto.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: John Carter
Attori principali: Taylor KitschLynn CollinsSamantha MortonWillem DafoeThomas Haden ChurchMark Strong, Ciarán Hinds, Dominic West, James Purefoy, Bryan Cranston, Polly Walker, Daryl Sabara, Arkie Reece, Davood Ghadami, Pippa Nixon, James Embree, Philip Philmar, Emily Tierney, Edmund Kente, Nicholas Woodeson, Kyle Agnew, Don Stark, Josh Daugherty, Jared Cyr, Christopher Goodman, Amanda Clayton, Joseph Billingiere, Steven Cree, Umit Ulgen
Regia: Andrew Stanton
Sceneggiatura/Autore: Andrew Stanton, Mark Andrews, Michael Chabon, Edgar Rice Burroughs
Colonna sonora: Michael Giacchino
Fotografia: Daniel Mindel
Costumi: Mayes C. Rubeo
Produttore: Lindsey Collins, Jim Morris, Colin Wilson
Produzione: Usa
Genere: Azione, Fantascienza, Fantasy
Durata: 132 minuti

23 Settembre 2014 in John Carter

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Perché si sparano coi cannoni laser ma poi hanno le spade? John Carter, oltre che un personaggio piuttosto antipatico, è stato uno dei maggiori flop della storia del cinema (tipo 300 milioni di dollah spesi, rientrate→ briciole). Bravi bravi ^^ Trattasi di questo tizio, militare sudista e cercatore d’oro, che si trova proiettato su Marte. Così. Su Marte c’è meno gravità, allora lui è tipo un supereroe coi superpoteri. E la gente su Marte indossa i costumi dei peplum. Il personaggio principale è l’anello debole, una specie di Kabir Bedi pure più antipatico, ad una certa lo spogliano degli abiti terrestri e diventa He-man. La principessa invece è fiqa ma anche un po’ archimeda, e la spogliano ma non abbastanza che siamo un film Disney. Tutto impepato di semplicità idiota da filmone americano, lui sta nudo su Marte senza nemmeno una protezione, chessò, 12, e ha l’umorismo di una zucchina, riesce a fare una battuta dopo quasi un’ora e mezza, oltre a essere ignorantemente cocciuto. La trama sostanzialmente consiste in lui che viene catturato 500 volte, ma poi si libera. Da tutti, più volte. Il regista è alla prima prova con un film non di animazione, era quello di Wall-E e Finding Nemo (alla faccia del), e infatti il resto tranne il personaggio principale su cui è costruito tutto ha qualità sparpigliate, i personaggi secondari tipo il cane e Willem Defoe alieno, ma più il cane, e i grandi spazi desertici del pianeta rosso, kinda western rivisitato, dove lui bel bello se la salta fascinoso. Gli alieni simil aborigeni-apache restano gli unici incazzati ma simpatici, che infatti vengono convinti dal nostro eroe ad andare a farsi ammazzare per lui senza nessunissima buona ragione (e gli americani si stupiscono quando citofonano alla gente per giocare alla guerra e non risponde nessuno). Tra una ripresa di Star Wars quelli vecchi e l’altra, e dai e dai il film riesce comunque ad intavolare una specie di epica sua, di rovescio del destino, no al razzismo e per l’amorevvverocongnocca da quella parte.

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27 Febbraio 2014 in John Carter

Avevo letto anni fa le prime avventure di John Carter su Marte ma nonostante il ricordo sbiadito non sono riuscito a ritrovarlo vedendo questo film. Un triplice prologo alla storia non mi sembrava proprio necessario e se capisco la difficoltà di rendere in immagini i paesaggi e le creature ideate da Borroughs, non capisco la libertà di certi dialoghi che se non rasentano l’assurdo sono davvero incomprensibili.

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Una stella qualunque nei cieli di Marte / 17 Maggio 2013 in John Carter

Dalla guerra di secessione americana alla guerra planetaria su Marte. È quello che succede al capitano John Carter dalla Virginia (Taylor Kitsch), ex combattente disilluso che proprio sul pianeta rosso, Barsoom nel linguaggio dei nativi, ritroverà le motivazioni, complici gli occhi azzurri della bella autoctona Dejah Thoris (Lynn Collins).

Costato 250 milioni di dollari e, nel momento in cui scriviamo, destinato a un clamoroso flop, il film John Carter non riesce ad eguagliare le altezze che raggiunge il John Carter personaggio con i suoi salti vertiginosi.

Ma liquidare la nuova opera di Andrew Stanton (regista di WALL•E e Alla ricerca di Nemo) come il solito blockbuster dispendioso e fracassone sarebbe ingiusto e ingeneroso.

In questo senso, anzi, John Carter è molto lontano dai kolossal d’azione cui è stato accostato con troppa fretta da troppi critici. Non c’è, in John Carter, un affastellamento eccessivo di scene action. Emerge invece il lodevole intento di (ri)dare vita ad una narrazione solida, che ripercorra le tappe della crescita del protagonista.

Intento, va detto, non riuscito alla perfezione: in alcuni punti il film sembra incepparsi, non scorrere in maniera naturale. Divertono molto, invece, le gag dedicate alle incomprensioni linguistiche e razziali tra l’americano e l’alieno thark Willem Dafoe.

John Carter è un film sospeso tra anonimato e bel cinema d’avventura, che si fa guardare senza mai coinvolgere fino in fondo, che fallisce nella sfida di riadoperare con successo canoni ormai fin troppo interiorizzati.

Per certi versi, era inevitabile. I libri da cui il film è tratto risalgono ai primi del Novecento e sono stati gli ispiratori della fantascienza moderna, da Dune a Star Wars fino ad Avatar. È dunque comprensibile che molte situazioni narrative possano apparire fin troppo rimasticate.

Anche dal punto di vista visivo ci troviamo di fronte a un lavoro sì sontuoso e immersivo, ma che non è in grado, al di là della ricostruzione filologica, di offrire nulla di nuovo.

Un eventuale sequel (incassi permettendo) potrebbe ripartire da quanto di buono c’è in questo primo episodio, libero magari da certe necessità didascaliche che qui appesantiscono lo svolgimento.

Pur considerando tutti i suoi innegabili difetti, e sapendo che il botteghino è tiranno, ci sentiamo dunque di augurare buon viaggio a John Carter.

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21 Gennaio 2013 in John Carter

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