Recensione su Jackie

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. / 26 Febbraio 2017 in Jackie

Il tono del film di Pablo Larraìn viene impostato fin dall’apertura e dalle primissime note di una colonna sonora angosciosa e bellissima, poco da biopic convenzionale e più da scavo psicologico. Questo in fondo è Jackie: una disamina intima ed emotiva di un personaggio iconico, la first lady che ha visto morire il marito provando letteralmente a raccoglierne i pezzi. Alternando racconto in diretta dalle labbra della stessa Jackie a flashback dei momenti clou, si ha un accumulo di frammenti evocativi, che lavorano più sulle sensazioni e sulla narrativa che la protagonista è decisa a costruire, che non sulla ricostruzione cronologicamente e fattualmente perfetta. D’altronde un evento del genere, così adatto al complottismo, non avrebbe potuto essere narrato altrimenti, se non sfociando nella sterile elencazione delle ipotesi costruite nel tempo sulle sue cause. Qui si prende per buono il mito che la stessa Jackie costruisce durante l’intervista, essendo comunque lei e il suo stato il focus della storia e non l’assassino in sè, confezionando un film molto aggraziato, quasi poetico in certe sue scene, girato, fotografato e recitato dalla Portman benissimo, sicuramente da vedere.

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