?>Recensione | La vita è meravigliosa | Senza titolo

Recensione su La vita è meravigliosa

/ 19468.3155 voti

27 agosto 2014

Stati Uniti d’America, in un periodo che va dal 1919 al 1945 un ragazzino, diventato poi uomo, nonostante le mille difficoltà, non si rifiuta mai di prodigarsi per il bene del prossimo, rinunciando a tutti i suoi sogni.
Nonostante questo, contrariamente a ciò che si pensa, il mondo non è un posto giusto, e così, il nostro protagonista si troverà sull’orlo del baratro…. in tutti i sensi.
Fortunatamente nei paraggi si aggira il suo angelo custode… in tutti i sensi, che gli farà vedere tutto il bene che ha causato a chi gli stava intorno, riportandolo sulla strada giusta e permettendogli di trovare nuovo entusiasmo.

Dopo “Casablanca” e “Furore” è il mio terzo viaggio negli anni ’40, devo dire che è uno spaccato abbastanza ben fatto della società di quei tempi, e dei suoi gusti cinematografici. Erano tempi in cui il cinema si usava prettamente per evadere. Si era appena usciti dalla guerra e il pubblico aveva bisogno di lieti fini per evadere dalla catastrofe appena lasciata alle spalle, e – per quanto riguarda l’Europa – per non pensare troppo alle macerie tutte intorno. Una tendenza che sarebbe rimasta nella maggior parte dei film almeno fino agli anni sessanta. E diciamocelo, se la storia del nostro, è terribilmente realistica, così non è l’ultimo quarto. Giusto un angelo avrebbe potuto salvarlo, nella vita vera sarebbe finita molto diversamente, ma ai tempi piaceva così. Non eravamo così masochisti da usare i film per ricordarci che la vita fa schifo, come invece si fa oggi

Lascia un commento

jfb_p_buttontext