2014
9 Recensioni su

It Follows

/ 20146.4182 voti
It Follows

Attenzione alle spalle / 12 Settembre 2017 in It Follows

Interessante horror che ha avuto anche buoni giudizi di critica.
Buonissimo il prologo in cui una ragazza terrorizzata fugge da un misterioso individuo che non si vede; la ragazza non fa una bella fine.
Dopo questa introduzione, l’azione e l’attenzione si sposta su Jay (Maika Monroe, vista anche nel seguito di Independence Day) una normale ragazza di provincia che esce con il suo ragazzo. I due, dopo che sono andati via dal cinema dove il ragazzo è stato terrorizzato da qualcosa, hanno un rapporto sessuale; dopo di che lui narcotizza Jay, la lega a una sedia e le comunica che le ha trasmesso una sorta di maledizione. E’ perseguitato da un’entità malvagia che lo segue ovunque e l’unico modo per liberarsene è fare sesso con un’altra persona.
Dopo questi fatti, uno si aspetterebbe che il film scada in banali rapporti sessuali invece il film si mantiene su un ottimo livello di tensione, senza troppi balzi sulla sedia ma con l’attenzione sempre desta nei confronti di Jay e dello spettatore. Il sesso viene lasciato sullo sfondo (ad esempio quando Jay trova due bagnanti su una spiaggia) e lo spettatore, come Jay, tende a guardarsi spesso alle spalle. Interessante l’idea finale dell’amico di Jay.
Il film non dà troppe spiegazioni sull’origine della “cosa”, lasciando che il mistero dia maggiore tensione alla visione; forse verrà approfondito in un eventuale sequel, che visto il successo del film potrebbe diventare possibile. Con la mia unica certezza che al momento attuale avrei pochissime chance di essere preda di questa “maledizione”.

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STALKER SPETTRALE / 1 Dicembre 2016 in It Follows

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Da grandi aspettative derivano poche soddisfazioni.
Soggetto, regia e colonna sonora sono i pregi di “It Follows”, mentre sceneggiatura, ritmo e falle di logica i mali del film.

L’idea di mettere in scena un incubo apparentemente inesorabile si rivela più che valida…peccato per alcune trovate decisamente discutibili.

Riassumendo grossolanamente c’è questa maledizione che si trasmette per via sessuale (vale solo per il sesso eterosessuale?) che ti obbliga al gioco “del ce l’hai” praticando sesso con chiunque pur di togliertela. Paradossalmente il modo per levarti di dosso la maledizione è lo stesso per cui te la sei presa. Quindi la salvezza è rappresentata dalla promiscuità e dall’infelicità altrui. Ora…o c’è un messaggio di fondo che non capisco appieno oppure non c’è alcun messaggio ed è inutile spaccare il capello.

Dell’entità sappiamo solo che affligge la gente che si accoppia (così…tanto per), che è lento e che non lo si può vedere. Infatti è Invisibile agli occhi dei più, però è possibile toccarlo in quanto si tratta di un entità fisica.

La protagonista per tutto il film tenta codardamente di passare la maledizione a qualcun’altro, senza nemmeno tentare di arrestare questa cosa, rendendola ai nostri occhi una insopportabile individualista. Poi arriva il finalone. Il gruppo di amici appronta una trappolone che willy il coyote levati proprio…una piscina elettrificata. Anche qui non è dato sapere con quale procedimento logico siano giunti alla conclusione che possa funzionare. Se gli spari in testa non funziona, se gli fai prendere la scossa si?

Quello che funziona è l’atmosfera, quel senso di pesantezza per qualcosa che non c’è ma che si avverte. Ho passato un sacco di tempo a guardare lo schermo in tutta la sua interezza per vedere se riuscivo a stanare l’entità.
Colonna sonora che rielabora egregiamente le sonorità dei film di genere degli anni ’70/’80.

Un prodotto indipendente, esteticamente molto curato che si lascia guardare a patto che non ci si ponga troppe domande.

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Mah… / 27 Luglio 2016 in It Follows

Dopo aver visto così tante stelle e acclamazioni sulla locandina, mi aspettavo non un film perfetto, ma quasi. Invece è il classico horror con spiritello che insegue la sua vittima; solo un po’ più stupido, con personaggi leggermente idioti.
Sinceramente, ho visto film molto più spaventosi di questo, terrificanti e inquietanti. Cineblog lo considera addirittura uno dei migliori film horror degli ultimi dieci anni… be’, mi sa che hanno visto pochi horror…

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Mah…. / 18 Luglio 2016 in It Follows

A parte la stupenda regia e un ottima colonna sonora, inquietante e azzeccata, questo film non ha altro. E’ un peccato perchè lo stile c’è e si vedrebbe se non fosse tutto simil-the ring, con apparizioni allucinanti.
Alcune scene meritevoli, come la scampagnata al lago e la scena della rimessa, o la trappola della piscina, ma nonostante alcuni buoni ingrediente il film non decolla e non lascia niente allo spettatore.
Solo un 5.

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Tutto qua?… / 11 Luglio 2016 in It Follows

Pubblicizzato come il miglior horror degli ultimi 10 anni… Bisogna riconoscere che non ce ne sono molti in giro di decenti e quindi migliorare il nulla non che sia una cosa incredibile ma questo IT FOLLLOWS certo non è che sia pazzescamente un grande film.
Non si parla di spiriti, di diavolo o simili ma di una maledizione. Chi l’ha portata, chi la scatenata, la motivazione… Nulla si sa… E questa è un incubo che uccide.
Mentre la vedevamo tante falle abbiamo trovato, direi logiche ma essendo una maledizione ognuno se la gira come gli pare.
Paura no… Tensione tanto meno… Colpi di scena zero…
Una maledizione che doni al mal capitato facendo sesso con lui/lei ma attenzione: può ritornarti indietro… L’incubo peggiore è quando non c’è soluzione.
Ma poteva essere svolto molto meglio.
Il mondo dell’horror sta in seria crisi…
Ad maiora!

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It Follows / 7 Luglio 2016 in It Follows

La colonna sonora di questo film e la regia, sono le uniche cose che mi sono piaciute. Per il resto, fino ad un certo punto sembrava potesse trasformarsi in qualcosa di interessante, ma ahimè non è successo. Più che altro una serie di banalità non hanno fatto altro che farmi storcere il naso, ma rispetto a molti altri horror non è malvagio. C’era del potenziale, ma andava sfruttato meglio.

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Buona rivisitazione del genere / 2 Ottobre 2015 in It Follows

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Insieme ad un altro horror visto recentemente, The House of the Devil di Ti West, It follows mi ha impressionato soprattutto per la padronanza tecnica del regista, in grado di proporre una rivisitazione delle atmosfere di un certo cinema di genere dei tardi Settanta/ primi anni Ottanta, rinfrescandole con un tocco personale decisamente maturo ed appagante, ben esplicato soprattutto da movimenti di macchina fluenti, da una precisa scelta cromatica e da un ottimo uso del contesto esistente.
Come il film di West, infatti, questo di Mitchell propone una vicenda fuori dal tempo (nulla, tranne il curioso e-reader a forma di trousse di una delle co-protagoniste, lascerebbe pensare ad un’ambientazione contemporanea) che, però, è curiosamente debitrice di un preciso contesto estetico.
A questo proposito, non nego di aver pensato a più riprese anche a Il giardino delle vergini suicide della Coppola, forse per via del candido languore che avvolge i protagonisti, in particolare la ragazza “maledetta”.

It follows è un film ipnotico che, affrancandosi dalle facilonerie tipiche di molti film horror, aggancia la platea alla poltrona con tempi lentissimi, sfruttando bene la sapienza tecnica dei mezzi di produzione (fotografia, regia, colonna sonora originale) più che quella narrativa nel tentativo di creare, letteralmente, un’atmosfera: è un film che scala le marce a più riprese, accelera e rallenta, cogliendo di sorpresa lo spettatore più con gli artifici tecnici, per l’appunto, che con quelli smaccatamente “a sensazione” (non contiene molti dettagli macabri, ma quei pochi che vengono mostrati – la ragazza sulla spiaggia, nell’incipit, o la prima apparizione a Jay- restano impressi nella memoria).

Prendendo in mano la materia tipica di un classico slasher per/con adolescenti, Mitchell fa ben altro che affidare il racconto ad un manipolo di screaming queens senza nerbo: pur ingenui, i protagonisti ragionano, riflettono, si pongono domande e cercano soluzioni, invece di fuggire ad libitum.
Il film non vuole insegnare nulla, si badi bene, non ha un sottotesto sociale vero e proprio: pur sfruttando (come l’ultimo Jarmusch) la cornice decadente ed estremamente affascinante della fantasmatica Detroit, simbolo della crisi economica del nuovo millennio, e pur insinuando che bisogna cavarsela da soli, in un mondo in cui gli adulti, senza volto, senza nome, pura voce, come quelli dei cartoni dei Peanuts, sembrano totalmente disinteressati al destino dei propri figli, Mitchell racconta semplicemente una storia, una leggenda, senza voler sensibilizzare nessuno, benché uno degli argomenti portanti sia il sesso tra i giovani.

Come nel recente Contracted di Eric England (altra pellicola a basso budget che tratta temi cinematografici di genere con un buon afflato di rinnovamento), a maledire lo sfortunato di turno è l’atto sessuale (pur compiuto, in questo caso, in maniera consapevole e senziente). Emblematica, a questo proposito, la scena in cui Jay raggiunge a nuoto un gruppo di coetanei in barca: ciò che accadrà è intuibile, ma resta il dubbio se la ragazza abbia spiegato o meno cosa sarebbe accaduto dopo.
Ciò che, in questo film, colpisce nell’abbinamento orrore-sesso è che maledizione e liberazione sono legate alla stessa azione e che essa non presuppone necessariamente la salvezza certa.
“It follows”: letteralmente, ti segue. Della serie: “So cosa hai fatto”.

Pur ricco di pregi, il film non è esente da difetti, diciamo da incertezze, ed esse sono legate alla forma della narrazione, più che altro, a dettagli che a me sono parsi incongruenze o cose incompiute, ma che, forse, nelle volontà della sceneggiatura, non erano tali.
Su tutte, non ho compreso la dinamica della morte di Greg: la “cosa” assume le sembianze della madre e ha con lui un rapporto sessuale (la “forma” della “cosa” ha rimandi psicanalitici? Chi lo sa, tutto può essere), durante il quale il ragazzo muore. La morte della vittima avviene sempre in questo modo? Cioè, ancora una volta, il sesso viene usato esplicitamente come veicolo? Trasmissione del “morbo” e morte del soggetto avvengono in ogni occasione per via sessuale? Se così fosse, a livello di soluzioni narrative, mi è parsa un’esagerazione (cosa strana da dire, per un horror, ne convengo), ma mi rendo conto che si tratta di una considerazione dettata dal gusto personale.

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Suspense low budget. / 21 Giugno 2015 in It Follows

L’idea alla base del film è molto buona, ma parecchie scene danneggiano l’andamento, ad esempio le parti che sembrano riprese con la gopro in movimento. Nonostante sia un film low budget con qualche piccola pecca lo consiglio.

5 Dicembre 2014 in It Follows

IT FOLLOWS

..Il film nasce da un incubo della mia infanzia in cui qualcosa m’inseguiva, in modo lento ma inarrestabile. Nel sogno ero nel parco giochi della scuola quando vedevo un altro bambino venirmi incontro, e lì sapevo, non so come, che si trattava di un mostro. Quindi scappavo, fino alla fine dell’isolato, fermandomi ad aspettare. Dopo un momento potevo vedere in lontananza quel bambino girare l’angolo e continuare a seguirmi. Questa creatura poteva sembrare chiunque, assumendo un aspetto differente ogni volta che la guardavo

-Il regista David Robert Mitchell-

Ambientato a Detroit con una giovane diciannovenne come protagonista, dalle atmosfere cupe e dalla colonna sonora superba, il film It Follows di David Robert Mitchell è un’opera inquietante. Vedendola lo spettatore non rimarrà deluso, l’ansia che il regista trasmette con l’opera si protrae dall’inizio alla fine del film. Carpenteriana all’inverosimile, non solo nelle atmosfere ma anche nelle melodie, It follows è un incubo che diventa realtà. Le prime immagini parlano chiaro: una donna è inseguita da qualcuno o meglio qualcosa, lo spettatore non riesce a vederlo, sembra dunque essere presente solo nella mente della vittima eppure lui c’è. E’ semplicemente un nemico invisibile. Nel film di Robert Mitchell entriamo nelle detached house della middle class americana, i giovani protagonisti sono senza pensieri, vivono le loro vite senza troppi problemi, ma presto la loro quotidianità è scossa da un evento inspiegabile. It follows è un’opera d’autore e David Mitchell ci rende partecipi delle sue esperienze, delle sue fobie, dei suoi incubi, stimolando continuamente la nostra partecipazione. In alcuni momenti l’azione regna sovrana, in altri è la stasi più totale, appena lo spettatore abbassa la guardia ecco tornare quella tensione rivelatasi essere l’ingrediente principale dell’opera.
La trama è semplice, la protagonista dell’opera è la bella diciannovenne Jay (Maika Monroe) una ragazza come tante che si frequenta con un ragazzo ed esce con i suoi amici. Eppure la sua vita serena viene interrotta proprio da quel ragazzo di cui è innamorata. Dopo il loro primo rapporto sessuale, infatti, il fidanzato la rapisce e le spiega di esser ormai parte di un gioco più grande di lei. L’atto sessuale è usato in It follows per portare, diffondere e liberarsi di una maledizione. Dopo il rapporto consensuale, la vittima di turno comincia a vedere delle persone che in modo lento ma inesorabile raggiungono la stessa per ucciderla. Questa maledizione ha due caratteristiche principali: la prima riguarda il fatto che solo la vittima è in grado di vedere la presenza, un essere disposto a cambiare volto di volta in volta pur di portare a termine la sua missione; la seconda invece è che l’unico modo per salvarsi è quello di far nuovamente sesso e diffondere la maledizione come una malattia. Attenzione perché qualora l’infettato morisse, ucciso dalla presenza, la maledizione ritornerebbe alla vittima precedente. Il giocattolo proposto da Mitchell è pazzesco, è peggio delle leggende metropolitane sulle ragazze incontrate in discoteca, disposte a far sesso solo per poi avvisarvi il giorno dopo di esser entrati nel mondo dell’A.I.D.S. ed in fondo il fidanzato di Jay ha fatto proprio questo. Le ha trasmesso un morbo, le spiega in cosa consiste, le offre la soluzione: “Trovati uno, facci sesso, sei una bella ragazza e non dovrebbe essere difficile per te”. Il sesso negli adolescenti è da sempre usato come mcguffin per sviluppare le trame degli horror, eppure in It follows la sua natura cambia. Da principale causa di morte diventa la principale ragione di sopravvivenza. Da notare come la spiegazione avvenga attraverso un bellissimo campo totale, mentre la nostra è legata su una sedia, lo spettatore già pensa ad un eventuale spargimento di sangue ma nell’opera di Mitchell la violenza è più psicologica che fisica.
It follows è un’opera originale, diretta in modo sublime, che però non è esente da critiche o punti deboli: oltre alla presenza di alcuni personaggi che sembrano non aver capito troppo bene la gravità della situazione, It follows perde il mordente nel bel mezzo della trama, alcune ripetizioni lo appesantiscono ma tutto sommato l’opera riuscendo a trasmettere quel senso di inquietudine caro al regista, risulta valida ed efficace.

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