Recensione su L'isola dei cani

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Cani in Giappone / 4 Aprile 2020 in L'isola dei cani

Bello e particolare questo film d’animazione di Wes Anderson (che si era già cimentato in animazione stop motion con Fantastic Mr Fox).
Siamo in Giappone: un piccolo prologo in cui si “spiega” l’avversione dei Kobayashi nei confronti dei cani; poi passiamo al 2038 dove un’epidemia (di questi tempi tristemente familiare) di influenza canina colpisce
tutti i cani. Per evitare che si propaghi all’uomo, il sindaco della città di Megasaki, Kobayashi, firma un decreto per bandire i cani e metterli in quarantena su un’isola usata per lo smistamento di rifiuti.
Film particolare dove gli umani si esprimono nella loro lingua madre (giapponese) risultando, per noi, spesso incomprensibili mentre i cani parlano la nostra lingua. Il film si sofferma sul giovane Atari che arriva
sull’isola dei rifiuti per cercare di ritrovare il suo cane, Spots. Gli altri “protagonisti” sono 5 cani tra cui spicca il randagio Chief mentre gli altri sono cani domestici che sono stati esiliati per l’epidemia.
Simpatico il cane che sente i pettegolezzi: “avete sentito di quello che…”
Il film è interessante, particolare, divertente e basato sull’amicizia tra cani e umani.

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