Recensione su Iron Man

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16 Dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Eh, che cazzo, l’avevo detto che dopo i Vendicatori ero in trip per Iron Man. Anthony Stark è un genio puttaniere e miliardario, a capo di una fiorente industria di armi che aiuta l’esercito USA nelle sue “missioni di pace”. In Afghanistan viene rapito, lo salva un tipo che poi muore subito, installandogli una specie di cuore finto e luminoso al centro del petto. Non è così, ma si semplifica. Per fuggire costruisce un primo prototipo dell’armatura dell’uomo di ferro. Tornato a casa ha capito che fare armi non è bello e buono, no, che le armi fanno la bua e decide di non farle più. Bravo! Il suo secondo ovviamente non è d’accorto, e mentre Tony perfeziona la sua armatura, impara a volare, a scagliare onde di energia e cazzi e mazzi, quell’altro ritrova il primo prototipo; alla fine si picchiano Tony e il secondo, vincono i buoni, si capisce che lui si scoperò quella che fin lì era solo la segretaria ecc. Ripeto che Roberto Downey Jr spacca in questi ruoli cucitigli addosso, dell’eroe sicuro di sé e spocchioso e che se c’è da rischiare rischia e di solito gli va bene e se non gli va bene se la cava lo stesso. Per cui ha la solita sfilza di battute ridanciane e belle da dire, e fa il suo figurone

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