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Recensione su Io sono l'amore

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19 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film richiestomi da mia madre perché era stata a Milano e aveva visitato la villa in cui si svolge. É la storia allargata della famiglia Recchi, ricca famiglia dell’alta borghesia di una Milano innevata e grigia fin dalle inquadrature iniziali. Milano sucks. E la borghesia altrettando sucks, ovviamente il freddo e la monotonia la fanno da padroni anche nei rapporti formali che sottendono le dinamiche della famiglia, dove tutto va come deve andare e nessuno può sgarrare. La madre Emma (Tilda Swinston), russa che ha sposato Tancredi (già quello si chiama Tancredi, più che pirla non può essere), è l’unica a mostrare segni non dico di debolezza ma di normalità. Tipo ad esempio… sentimenti? Insieme a lei anche due dei figli, una che si scoprirà lesbica e il minore, che non vuole seguire le orme del padre ma aprire un ristorante sopra Sanremo con un amico suo cuoco. Costui è l’elemento disturbante del tutto, uno scugnizzo piuttosto basso che vivifica sia l’amico Gianluca sia Emma, di cui finisce per essere amante, guidandola in una specie di ricaduta nel mondo della natura (dicotomia campagna vs città). Quando Gianluca scopre tutto si incazza, inciampa e muore. Dramma, famiglia che perde il rampollo, Emma abbandona la casa tra lo scandalo generale e va a scoparsi il suo cuoco sulle colline liguri. Il ritratto di una borghesia al tempo stesso alta ma piccolapiccola è molto ben delineato, capisco che qualcuno potrebbe citare Il Gattopardo di Visconti ma non avendo visto il film io me ne sto, l’opulenza della casa è tutta facciata per coprire un vuoto emozionale che Emma sarà la prima a scoperchiare nel modo più doloroso. La conclusione è che non si può andare avanti così, e che quei borghesi devono morire (quasi) tutti tra atroci sofferenze. Va da sé che l’unico che muore era pure l’unico simpatico, e sposato una fighissima nobilgnocca con la evve moscia, la coppia peggio assortita dell’universo.

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